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Quei 104 lavori ancora da fare per il Giubileo – “Riparliamone, Tito” – Un tram chiamato “Forza Italia” – La Gazzetta del becero

Fatti e misfatti di settembre 2016

Quei 104 lavori ancora da fare per il Giubileo

“Sui 146 lavori che facevano parte del piano iniziale per il “Giubileo della misericordia” – ha pubblicato “Il Messaggero” – ne sono stati conclusi o avviati soltanto 42″.

Quando fra circa due mesi e mezzo la Porta santa verrà richiusa, dunque, saranno venuti a mancare ben più di due terzi di quei lavori. Senza misericordia. Ma, alla misericordia, potrebbe subentrare la fede. La fede che, nella eventualità in cui Roma riuscisse ad ottenere le Olimpiadi del 2024, quei lavori vengano conclusi o almeno avviati per quella data. Che insomma, se non si è potuto dire “Deo gratias”, si possa dire “Merci, De Coubertin”.

“Riparliamone, Tito”

“Ci sono delle persone – è tornato a battere il presidente dell’Inps, Tito Boeri – che oggi hanno dei trattamenti pensionistici o dei vitalizi, come nel caso dei politici, che sono del tutto ingiustificati alla luce dei contributi che hanno versato in passato”.

Fatto più che vero e denuncia più che sacrosanta. Ma il Governo continua a fare orecchie da mercante. Soprattutto alla vigilia di appuntamenti come una eventuale revisione della legge elettorale e l’approvazione delle nuove norme costituzionali. Quando, cioé, tutto è opportuno fare tranne che irritare i politici con tagli ai loro pur ricchi vitalizi. Qualcuno avrà già telefonato al presidente Boeri per dirgli: “Fai il bravo, Tito, parliamone un’altra volta”. Anche se, nel frattempo, l’Inps continuerà a sprofondare nel “rosso”.

Un tram chiamato “Forza Italia”

“Calmi – ha garantito, ai colonnelli e ai sottotenenti di “Forza Italia” che ritengono di essere sotto il tiro del suo “mandato” Stefano Parisi, l’ancora convalescente Silvio Berlusconi – calmi: c’è posto per tutti”.

“Avanti c’è posto”, insomma, come nel vecchio film con Aldo Fabrizi. E qualcuno si è rassicurato un po’. Qualcun altro, invece, no. Perché – sembra aver ragionato – ci sarà pure posto per tutti, ma, ecco il punto, chi si siederà e chi resterà in piedi? Chissà se, per accontentare tutti i colonnelli e tutti i sottotenenti di “Forza Italia”, il “mandato” Parisi riuscirà a trovare un tram lungo un chilometro e con tutti posti a sedere.

La Gazzetta del becero

“Renzi è un ex boy scout traditore da mettere al muro e fucilare alla schiena – ha scritto, sulla sua “Gazzetta di Lucca” on line, il direttore Aldo Grandi – e, quando è stato sommerso da giusta riprovazione, si è così giustificato: “Ma si trattava, solo, di una frase metaforica””.

Che Aldo Grandi sia un becero del computer, se non un potenziale mandante omicida, non è invece una metafora. Come non è una metafora il dire che il linguaggio di certo giornalismo, al pari di quello di certa politica, stiano raggiungendo livelli di una gravità e di una violenza inaccettabili. A destra, al centro, a sinistra. Sulla carta e sul computer. Vergogna.


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