

Tensioni nella Capitale per le quattro mobilitazioni concomitanti. Camionette e 1.500 agenti schierati per garantire la sicurezza
Un sabato ad altissima tensione politica quello che sta attraversando la Capitale, divisa e blindata per la concomitanza di ben quattro distinti cortei di matrice opposta.
Il quadrante del rione Prati, a pochi passi dalle mura vaticane, è diventato il fulcro della mobilitazione dell’estrema destra.
Diversi manifestanti, molti dei quali con t-shirt nere e avvolti in decine di bandiere tricolore, si sono radunati a piazza della Libertà per dare il via al corteo promosso dal comitato “Remigrazione e Riconquista”, sigla che raggruppa diverse realtà della galassia neofascista tra cui CasaPound.
L’obiettivo della piazza è sostenere una proposta di legge di iniziativa popolare mirata al blocco dell’immigrazione e al rimpatrio forzato.
Gli slogan intonati alla partenza del corteo, diretto verso piazza Risorgimento lungo via Cola di Rienzo, hanno subito surriscaldato il clima: «Dove sono gli antifascisti?» e il classico coro «Chi non salta comunista è» hanno scandito i primi passi dei manifestanti, sorvegliati a vista da un imponente cordone di sicurezza.
Dal punto di vista politico, la manifestazione segna anche una linea di demarcazione interna alla destra radicale. Il presidente del comitato organizzatore ed esponente storico di CasaPound, Luca Marsella, ha voluto mandare un messaggio chiaro sull’attuale posizionamento del movimento, punzecchiando la Lega e il suo eurodeputato di punta:
«Non ci rispecchiamo in quello che dice Vannacci perché a noi interessano i fatti», ha scandito Marsella davanti ai giornalisti. «Quando andrà lì non combinerà niente», ha aggiunto, rivendicando l’autonomia della proposta di legge popolare rispetto alle dinamiche istituzionali e parlamentari della destra di governo.
La contemporaneità delle piazze – che vede anche un corteo antirazzista di risposta organizzato da reti antifasciste tra il Colosseo e piazza Vittorio, oltre alla manifestazione nazionale delle associazioni Pro Vita & Famiglia – ha costretto le autorità a predisporre un piano di sicurezza straordinario. Il centro storico è di fatto spezzato in quadranti presidiati da decine di camionette e reparti mobili.
Ad analizzare la complessa giornata è stato il nuovo Questore di Roma, Roberto Massucci, intervenuto in mattinata durante l’inaugurazione del Muro della Memoria dedicato ai poliziotti caduti per terrorismo:
«È una giornata di grande impegno: nel pomeriggio avremo quattro cortei che si caratterizzano per differenza di pensiero e, in alcuni casi, di aperta contrapposizione. Le forze dell’ordine non vanno in piazza per contrapporsi ai cittadini, ma per rendere possibile che vi siano quegli spazi di agibilità e di espressione del pensiero che la nostra Costituzione ci raccomanda». Massucci ha poi confermato che il contingente totale sfiora i 1.500 uomini e donne in divisa.
I primi segnali di frizione si sono registrati a Piazza della Repubblica, l’area scelta dal fronte anti-abortista e conservatore dei Pro Vita per il proprio raduno pomeridiano.
Nelle prime ore della giornata, i volontari dell’associazione hanno scoperto un blitz vandalico: decine di adesivi di protesta erano stati affissi sui arredi urbani e sui punti di ritrovo della piazza con lo slogan ‘Provita & famiglia fuori dalla nostra vita’.
Il materiale è stato rimosso prima dell’inizio ufficiale del comizio, mentre l’attenzione delle forze dell’ordine resta massima per evitare che i percorsi dei diversi cortei possano incrociarsi nelle prossime ore.
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