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Il ricordo serve, ma non basta – Renzi e i “gufi controllori” – Il “Gioco dell’oca” di Virginia – Il linguaggio che non c’è – Il primo di ottobre

Fatti e misfatti di ottobre 2016

Il ricordo serve, ma non basta

“Ieri – per ricordare e commemorare i 366 migranti morti, nel 2013, in un solo terrificante naufragio nelle acque del Mediterraneo – discorsi, messaggi, processioni, cortei e corone in mare”.

Ma oggi? Domani? “Il ricordo serve – ha detto, giustamente, la Presidente della Camera, Laura Boldrini – ma non può bastare quando il numero dei morti continua ad essere quello di sempre. Nel Mediterraneo, anzi, si continua a morire più di prima”. La conferma, se ce ne fosse stato bisogno, è venuta dall’Alto commissariato della Nazioni unite per i rifugiati il quale ha stimato che, dal primo gennaio ad oggi, sono già annegati, durante le “traversate della speranza”, 3.498 migranti. E, cioé, uno ogni 42 imbarcati. Quasi 13 al giorno. Altro, dunque, che messaggi, discorsi, processioni, cortei e corone in mare. Anche se l’Italia ha ben poco, se non nulla, da rimproverarsi. Chi ha molto, moltissimo, da rimproverarsi è quell’Unione europea che non risolve l’immenso e drammatico problema dei migranti. In parte perché non è capace, in parte perché non vuole. E non avverte nemmeno il dovere, oltre che il sentimento, di essere almeno autorevolmente presente ad una cerimonia di commemorazione. Non solo, insomma, l’Europa dell’incapacità e degli egoismi. Anche l’Europa del più squallido cinismo e della più squallida insensibilità.

Renzi e i “gufi controllori”

“L’Ufficio parlamentare di bilancio – è la sconfortante notizia – non ha convalidato, per intero, le previsioni economiche del Governo. Non solo: sia la Banca d’Italia che la Corte dei conti hanno stimato che le somme non tornano, anche perché si è prevista una crescita troppo ottimistica”.

Per il “premier” Renzi, però, soltanto uno stormo di gufi. Lui infatti, pur senza un euro in cassa, continua ad annunciare manciate di provvedimenti che costano. Perfino quel ponte sullo Stretto di Messina che, quando avrebbe voluto realizzarlo Berlusconi, lui insorse affermando, magari giustamente, che si sarebbe dovuto pensare prima alle case per i terremotati e alle scuole minacciate dai crolli. Un’altra testimonianza, evidentemente, che, quando si è alla ricerca disperata di voti, non si bada alla propria faccia di bronzo. Ma, soprattutto, ad annunciare provvedimenti e spese senza alcuna copertura. Tanto, eventualmente, non sarebbero a carico del Governo, ma dei sempre più tartassati cittadini.

Il “Gioco dell’oca” di Virginia

“L’assessore all’Ambiente, Paola Muraro – fortemente voluta in Giunta dal sindaco di Roma, Virginia Raggi – è stata indagata, come dato per scontato dall’inizio anche nel suo “Movimento”, per abuso d’ufficio. I magistrati inquirenti, infatti, vogliono vedere più chiaro come e per iniziativa di chi l’assessore Muraro abbia potuto ottenere sette consulenze che le avrebbero fruttato, all’Azienda municipalizzata dei rifiuti, ben mezzo milione di euro”.

Continua, dunque, l’inquietante “Gioco dell’oca” del sindaco Raggi. Due passi avanti, con la scelta del nuovo assessore al Bilancio e del nuovo assessore alle Partecipate, e, ora, un passo indietro con l’assessore all’Ambiente indagata e in odore di uscita dalla Giunta. E il Campidoglio che continua a non occuparsi dei numerosi e gravi problemi della città. Chissà quanti romani, a questo punto, vorrebbero tagliarsi la mano che ha messo la croce, alle ultime amministrative, sul simbolo del “Movimento 5 stelle”.

Il linguaggio che non c’è

“Da domani – ogni mercoledi su “Rai2” – la nuova trasmissione “Italia” di Michele Santoro. Il quale, nel parlarne, ha detto: “Voglio un linguaggio che da noi ancora non c’è””.

Il linguaggio che da noi ancora non c’è in tutti i media d’Italia, ad essere sinceri, è quello della vera ed onesta obiettività. Conoscendo Santoro, però, sembrerebbe un obiettivo impossibile. A meno che il Michele, durante le vacanze estive, non sia andato a ripetizione per imparare, di quel linguaggio, almeno l’ abc.

Il primo di ottobre

“Ho impiegato sei mesi – ha rivelato al mondo il calciatore della “Juventus” Claudio Marchisio – per conquistare mia moglie Roberta”.

Il primo chissenefrega di ottobre 2016.


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