

Nel VII Municipio le Fiamme Gialle scoprono il «metodo» di una stazione di servizio: lavoratori in nero, paga in contanti lontano dai binari della tracciabilità e zero tutele sui rischi
Un andirivieni apparentemente ordinario tra erogatori di benzina, vetture in fila per il pieno e scontrini battuti a ritmo continuo.
Ma dietro la facciata di un comune distributore di carburanti nel cuore del Settimo Municipio si nascondeva un ingranaggio ben più opaco, fatto di lavoro sommerso, regole calpestate e tutele azzerate.
A inceppare il meccanismo sono stati i militari del 1° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Roma, piombati nell’impianto per un blitz teso a sradicare la concorrenza sleale e il lavoro nero.
L’ispezione non si è fermata al semplice controllo di routine. Incrociando le presenze sul piazzale con i faldoni della contabilità aziendale, i finanzieri hanno scoperchiato un quadro di irregolarità sistematiche.
A gestire la forza lavoro era un modello ormai fuorilegge:
Niente bonifici, solo mazzette di banconote: I dipendenti venivano retribuiti “brevi manu” in contanti, una prassi vietata in modo perentorio dalla normativa vigente proprio per impedire il lavoro grigio e la frode fiscale.
Libro Unico nel caos: La documentazione ufficiale del personale, il Libro Unico del Lavoro (L.U.L.), è risultata incompleta e compilata in modo difforme rispetto alla reale operatività dei lavoratori presenti nello stabilimento.

A far precipitare definitivamente la posizione del titolare è stato il sopralluogo all’interno dei locali dell’impianto.
Tra gli archivi aziendali mancava l’atto fondamentale per qualsiasi attività produttiva: il Documento di Valutazione dei Rischi (D.V.R.), la mappa essenziale delle misure di prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro.
Una carenza strutturale gravissima che ha spinto le Fiamme Gialle ad avanzare istanza immediata agli organi preposti per la sospensione dell’attività.
Il bilancio dell’operazione si chiude con 16.000 euro di sanzioni amministrative notificate al gestore e un fitto faldone di segnalazioni inoltrato a Ispettorato del Lavoro, Inps e Inail, chiamati ora a ricalcolare i contributi e i premi assicurativi mai versati a tutela dei lavoratori.
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