

Auto che sfrecciano tra passanti, parabrezza infranti, carrozzerie ammaccate, e testimoni impotenti davanti al rischio quotidiano
Ogni fine settimana, in alcuni angoli di Roma, i parcheggi e le strade diventano palcoscenici notturni per auto modificate, vere e proprie opere d’arte su quattro ruote.
Luci al neon, cerchi cromati, bassi che fanno tremare l’asfalto: il tuning è una cultura, un linguaggio fatto di cavalli vapore e sfide tra amici.
Ma dietro la passione si nasconde un confine pericoloso. Non tutti i tuner diventano piloti da strada, ma le due realtà si sfiorano facilmente.
Basta un cenno, tre colpi di clacson, e l’esibizione diventa gara clandestina, con semafori ignorati, curve prese a tutta velocità e traffico del venerdì notte trasformato in circuito improvvisato.
I punti caldi sono noti: Centocelle, Tuscolana, Anagnina, Ponte Milvio, l’Eur e persino via Cristoforo Colombo, una delle arterie più pericolose della città. Qui, venerdì scorso, la passione ha avuto un tragico epilogo: Beatrice Bellucci, vent’anni, è morta coinvolta in una corsa tra due auto lanciatesi a folle velocità.
Un ricordo doloroso riporta alla mente un’altra giovane vittima della Colombo: Francesco Valdiserri, diciottenne travolto tre anni fa sul marciapiede da un’auto guidata da una ragazza positiva all’alcol.
Da allora, il Comune ha cercato di correre ai ripari: limiti ridotti a 30 km/h su alcune corsie laterali e controlli più frequenti. Ma non basta.
Le segnalazioni dei residenti continuano: auto che sfrecciano tra passanti, parabrezza infranti e carrozzerie ammaccate, testimoni impotenti davanti al rischio quotidiano.
I circuiti illegali si snodano spesso dall’Eur, piazzale Marconi, verso il centro storico, la Roma-Fiumicino o Ostia, tracciati ad alto rischio dove la passione per la velocità diventa roulette russa.
La cronaca degli ultimi vent’anni, da Velocità massima in poi, mostra quanto sia radicato questo fenomeno: culture giovanili, corse improvvisate e tragedie che molto spesso lasciano cicatrici nella città e nelle famiglie.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.