

Lo studio della Luiss Business School sui flussi turistici. Presentato il report con il sindaco Gualtieri e il prefetto Giannini
Un fiume umano da 35 milioni di pellegrini che ha generato un impatto complessivo di ben 108 milioni di presenze all’interno del perimetro cittadino.
Un’onda d’urto che per dodici mesi ha messo a dura prova la tenuta dei servizi pubblici della Capitale e che, inevitabilmente, si è tradotta in una montagna di scarti da smaltire: 54mila tonnellate di rifiuti in più rispetto alla media ordinaria.
Sono i numeri parziali del Giubileo fotografati da uno studio della Luiss Business School, che ha analizzato l’impatto economico e strutturale dell’Anno Santo sulla gestione dei servizi di igiene urbana della città.
Il report è stato illustrato nel corso di un vertice a cui hanno preso parte i vertici di Ama, il sindaco Roberto Gualtieri, il prefetto di Roma Lamberto Giannini, la segretaria generale dell’Anci Veronica Nicotra e la direttrice generale di Utilitalia Annamaria Barrile.
Sotto la lente degli esperti, il modello organizzativo flessibile adottato dalla municipalizzata dei rifiuti che, stando alle conclusioni della ricerca, è riuscita ad assorbire l’impatto della kermesse religiosa all’interno del sistema ordinario, senza dover ricorrere a strutture commissariali o interventi emergenziali esterni.
Durante l’intero anno giubilare, i cassonetti e gli impianti di trattamento romani hanno dovuto accogliere un totale di 1,69 milioni di tonnellate di spazzatura, segnando un incremento netto del 3,3% rispetto all’anno precedente.
Per evitare che la città sprofondasse sotto i sacchetti, l’Ama ha dovuto ridisegnare i propri turni erogando circa 850mila servizi complessivi tra raccolta, svuotamento dei cestini stradali e sanificazione delle carreggiate.
Di questi interventi, oltre 91mila sono stati interamente aggiuntivi e tarati sulle necessità dei grandi raduni:
I percorsi della fede: Il 40% dei servizi straordinari è stato concentrato lungo i cammini storici e i percorsi d’avvicinamento alle basiliche.
Il centro storico: Un altro 25% degli sforzi ha riguardato esclusivamente le strade del Municipio I.
La macchina dei turni: L’Ama ha gestito direttamente 73mila interventi extra con una media di 200 corse al giorno della flotta pubblica, mentre 18mila interventi sono stati esternalizzati a privati per coprire i picchi delle domeniche e dei giorni festivi.
La correlazione geografica tra la presenza dei turisti e l’aumento della sporcizia emerge con chiarezza dai dati municipali. La maglia nera della produzione di rifiuti spetta, senza sorprese, al Municipio I (Centro Storico), che ha registrato un’impennata del +4,7% di scarti prodotti.
I picchi più preoccupanti si sono registrati nella frazione dei rifiuti indifferenziati, la più complessa da gestire e differenziare, spinta dai consumi “mordi e fuggi” delle catene di ristorazione, dei minimarket e dei flussi di visitatori che hanno intasato l’area monumentale.
Per i tecnici della Luiss, la flessibilità dimostrata dall’azienda ha garantito l’efficienza economica ed evitato il collasso del sistema di raccolta, offrendo una traccia per la gestione dei grandi eventi futuri che interesseranno la Capitale.
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