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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del medioevo, una lettura da non perdere

Ripubblicato, dopo più di ottanta anni, il libro di Arturo di Graf

Dotte citazioni, intere pagine in latino che riprendono i Mirabilia o alcuni antichi manoscritti, appendici in francese, una bibliografia ricchissima racchiusa in fittissime note. Sì, il libro di Arturo Graf dal suggestivo titolo Roma nella memoria e nelle immaginazioni del medioevo non sarà forse un libro per tutti ma noi lo raccomandiamo lo stesso, consapevoli dell’inevitabile rischio che il lettore si contenti di una lettura non organica, di quelle fatte a “macchia di leopardo”.

Si tratta di un libro che s’inserisce a pieno titolo nel vasto panorama della letteratura su Roma, ma che soprattutto rende giustizia ad un studioso di straordinaria erudizione come Arturo Graf (1848 – 1913), uno dei padri della moderna filologia italiana, professore ordinario di letteratura italiana all’università di Torino a soli 34 anni. Un libro che abbiamo scoperto per caso e la cui prima edizione, che risale al 1882, si deve alla casa torinese Loescher. Ristampato nel 1915 e poi nel 1923 (un decennio dopo la sua morte), da allora fu messo nel dimenticatoio. Almeno fino a quando una piccola casa editrice romana, il Cubo, proprio l’anno scorso, con una scelta coraggiosa,  non decise di pubblicarlo di nuovo. 

Per chi vuole capire l’origine e lo sviluppo delle numerose leggende sui luoghi, i monumenti e i personaggi di Roma antica che sono sorte a partire dall’età tardo imperiale o è mosso da semplice curiosità, Roma nella memoria e nelle immaginazioni del medioevo è il libro che fa per lui. A parte il genere, che appartiene a quel tipo di letteratura “colta”,  lo stile di Graf è accattivante e quasi sempre scorrevolissimo.

All is not false which seems at first a lie (che più o meno vuol dire “tutto non è così falso come sembra alla prima bugia”). Così si legge nell’incipit, preso a prestito dal poeta inglese Robert Southey.

Lo stesso Graf ne precisa più avanti il senso dicendo che colui il quale della leggenda non vede altro aspetto che quello della menzogna conosce assai malamente qual essa sia, giacché ogni leggenda ha due aspetti: l’uno che guarda l’esterno, cioè il mondo, ed è, ma non in tutto sempre, l’aspetto della menzogna; l’altro che guarda l’interno, cioè lo spirito, ed è l’aspetto della verità.

Particolarmente interessanti i capitoli sulle meraviglie e curiosità di Roma, sui suoi tesori, su Ottaviano, Nerone e Tiberio, su Giuliano l’Apostata, sugli dei di Roma.

Il libro si chiude con una delle leggende più diffuse nel medio evo, la leggenda di Gog e Magog, narrata nei suoi risvolti epici, religiosi, geografici ed etnografici.

Arturo Graf, Roma nella memoria e nelle immaginazioni del medioevo, ed. il Cubo, Roma 2006, pagg. 636. Prezzo € 35. Buona lettura.


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