Roma spaccata. Il corteo Remigrazione inneggia al Duce. Gli antifascisti: “Via il governo Meloni”

Oltre 1500 agenti in campo per scongiurare contatti con i paralleli cortei

Un lungo cordone di bandiere tricolori, cori da stadio contro la sinistra e il cuore commerciale di Prati completamente paralizzato e presidiato dai blindati.

È partito nel primo pomeriggio da piazza della Libertà il corteo nazionale indetto dal comitato “Remigrazione e Riconquista”, che ha richiamato nella Capitale i militanti della destra radicale e di CasaPound.

Al grido di «Dove sono gli antifascisti?», scandito a gran voce dai megafoni in testa al corteo, i manifestanti hanno imboccato via Cola di Rienzo dietro al grande striscione d’apertura che recita, a caratteri cubitali, “Roma – Remigrazione”.

Foto Agenzia Dire

Secondo gli organizzatori, sono “migliaia” le persone confluite a Roma per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare per il contrasto duro all’immigrazione.

Una piattaforma programmatica che, stando a quanto rivendicato dal comitato dal palcoscenico della piazza, avrebbe già superato lo sbarramento delle 150mila firme raccolte in tutta Italia.

Gli Slogan e il Manifesto della Piazza

Il lungo serpentone nero e tricolore ha sfilato tra le vetrine dei negozi esponendo decine di cartelli e striscioni incentrati sull’impatto economico e sociale dei flussi migratori.

Tra i cartelli più visibili in prima fila, lo slogan: “L’immigrazione incontrollata abbassa gli stipendi”, tesi su cui i promotori fanno leva per intercettare il malcontento delle fasce popolari e dei lavoratori.

Dall’interno del corteo, i portavoce del movimento hanno ribadito le motivazioni politiche che hanno spinto la piazza a mobilitarsi, attaccando duramente la narrazione istituzionale degli ultimi anni:

«L’adesione di oggi è il segno che i cittadini sono stanchi di degrado, insicurezza, spaccio e criminalità. L’immigrazione non può continuare ad essere spacciata come una risorsa, le persone sono stufe di ipocrisia e bugie. Servono misure drastiche per contrastare l’immigrazione clandestina, rispedendo al mittente chi pensa di venire in Italia e dettare legge».

I promotori hanno poi voluto specificare che il testo della legge non mira solo all’allontanamento dei cittadini stranieri irregolari, ma contiene un capitolo punitivo specifico: «La nostra proposta punta a colpire l’immigrazione clandestina, espellere i criminali e sanzionare pesantemente anche chi, italiano, sfrutta e lucra sui flussi migratori».

Il Pressing sulle Camere: «Ora il Parlamento Discuta la Legge»

L’obiettivo strategico della manifestazione di oggi a Prati va oltre la semplice dimostrazione di forza in strada. Il comitato intende capitalizzare il pacchetto di firme raccolte per trasformarlo in un grimaldello politico all’interno delle aule parlamentari.

Con il corteo ormai diretto verso la meta finale di piazza Risorgimento, gli esponenti di estrema destra hanno lanciato un ultimatum formale ai partiti di maggioranza e opposizione: «Basta giustificazioni o scuse, la risposta della piazza alla manifestazione di oggi ne è la dimostrazione. Ci aspettiamo ora una risposta dal Parlamento: discutete e approvate la legge, è l’Italia a richiederlo».

La risposta antifascista

Contemporaneamente si sono mossi i gruppi di Unione sindacale di base, Rete dei Comunisti, Potere al Popolo, movimenti per la casa e Pro-Pal, centri sociali e movimenti anarchici e antagonisti.

“Unite e uniti respingiamo razzismo, guerre e sfruttamento”, “Smascheriamo i mandanti di remigrazione e ProVita. Cacciamo il governo Meloni” e ancora “Stop sfratti, sgomberi e pignoramenti”, recitano alcuni degli striscioni esposti.

“Questo corteo – ha detto uno degli organizzatori nel dare il via alla manifestazione non vuole limitarsi a manifestare l’antifascismo, ma vuole dire ‘no’ all’imperialismo, contro il genocidio in Palestina. Tutti insieme ha aggiuntoci scagliamo contro i potenti e contro questo governo. Andiamo sotto le finestre del ministro Salviniha poi proseguito -. E non per fare testimonianza, ma per dirgli che se ne deve andare ora e subito”.

Si sono visti, però, anche cartelli con Roberto Vannacci ritratto a testa in giù. In piazza presenti anche sindacati, tra cui la Cgil, l’Anpi, le associazioni e la rete No Kings. Una mobilitazione contro il corteo di Remigrazione in corso nel centrale quartiere Prati.

Il centro della città resta blindato dalle forze dell’ordine per scongiurare contatti con i paralleli cortei della sinistra antifascista.

Foto: corteo antifascista

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