A Roman Tale, dal cinema a Roma e ritorno

Una mostra gratuita nel cuore storico della vita felliniana, un dialogo ancora vivo tra la macchina da presa e la più capricciosa delle protagoniste, Roma
Eleonora Cianfrini - 27 Ottobre 2014

Sarà visitabile gratuitamente fino al prossimo 5 novembre, presso il Marriot Grand Hotel Flora di via Veneto, “A Roman Tale”, mostra collettiva di giovani talenti organizzata da Glocal Project, in associazione con AND – Arte Non Definibile e NoMade – Open For Disturbing Ideas.

Cinque gli artisti emergenti che hanno portato le loro opere d’arte – dieci in tutto – selezionate per rappresentare il legame, divenuto indissolubile nel corso degli anni, tra cinema e città eterna. L’esposizione, in concomitanza non casuale con l’inizio del Festival Internazionale del film di Roma, comprende opere che spaziano dalla pittura alla street art passando per l’installazione e l’illustrazione, e racconta il cinema, il bello, il vuoto, il nulla, la noia, l’eccesso secondo le reinterpretazioni di Irene Iorio, Valentina Formisano, Giulia Raponi, Mauro Pallotta e Matteo Spirito.

Roma e il cinema hanno da sempre un legame particolare e romantico, è dentro gli studios di Cinecittà che sono nati capolavori e protagonisti degli anni ’50; lo stesso Fellini amò, riamato la capitale e in particolar modo quello stesso hotel in cui oggi viene allestita la raccolta delle dieci opere che dialogano così tra loro in un continuum spazio temporale che dal regista de “I Vitelloni” arriva fino a Sorrentino. Si, perché proprio a “La grande bellezza” del regista campano si deve la rinnovata attenzione per quella Roma il cui fascino risiede da tempo immemore nell’arte, ma anche nei vizi e negli scandali.

La mostra è interamente curata da noMade e AND – Arte Non Definibile, che con la sua Gallery vuole essere un punto di riferimento per gli artisti emergenti e tutti i principali interlocutori e protagonisti del mondo dell’arte.

 


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