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Sant’Angelo Romano: lungo l’Itinerario dialettale, storico-artistico nel centro storico 

Sabato 20 settembre, un incontro e una visita guidata

Sabato 20 settembre è stata celebrata la conclusione di un progetto a lungo e con tenacia perseguito da Marco Giardini, coadiuvato validamente da Umberto Calamita, Anna Maria Longo, Vincenzo Foresi e che ha avuto il sostegno del Comune di Sant’Angelo Romano e il finanziamento della Regione Lazio.

Ci riferiamo all’Itinerario dialettale, storico-artistico nel centro storico di Sant’Angelo Romano diventato realtà con la realizzazione di piastrelle in terracotta riportanti ciascuna un proverbio, un modo di dire, un indovinello in dialetto santangelese con relativa traduzione in italiano, dislocati nelle vie del centro storico.

I partecipanti all’incontro e alla visita guidata subito dopo l’incontro hanno potuto ammirare sia le piastrelle di terracotta realizzate con molto garbo (deliziandosi con le divertenti espressioni in dialetto) che gli angoli più significativi di Sant’Angelo Romano, un centro ancora poco conosciuto da parte dei cittadini romani nonostante disti appena 20 chilometri dalla Capitale e vanti eccellenze sia artistiche che ambientali (una per tutte la cavità più profonda al mondo, anche rispetto a quello ben più famoso di El Zacaton, il più profondo cenote messicano: il pozzo del Merro).

Nel corso dell’incontro presso il Centro Anziani i partecipanti hanno ricevuto una copia dell’opuscolo e della mappa illustranti l’itinerario, realizzati magistralmente, con molta passione e competenza.
L’evento è stato allietato dalle esibizioni di Martin e David Croce in rappresentanza del Gruppo Folklorico “Monte Patulo” di Sant’Angelo Romano.

Dopo i saluti istituzionali degli amministratori comunali (a nome del sindaco Martina Domenici, il vicesindaco Claudio Carolini e Marco Pennazza, Assessore alla Cultura) cui va dato atto della saggezza di aver proseguito un’opera avviata dalla precedente amministrazione e di Michele Lomuscio, presidente della Nuova Pro Loco di Sant’Angelo Romano), Marco Giardini (Ideatore del progetto, curatore di opuscolo e mappa dell’Itinerario) ha sinteticamente esposto le motivazioni e i contenuti del progetto che è finalizzato a far conoscere meglio le bellezze locali attraverso visite guidate. È intervenuto anche Umberto Calamita Ideatore del progetto, esperto di Educazione Ambientale) esortando amministratori e cittadini a valorizzare sia il patrimonio linguistico che artistico e ambientale.

Molto ci si attende – lo hanno sottolineato sia Giardini che Calamita non solo da un rinnovato interesse dei cittadini ma anche dalle scuole del territorio che hanno attraverso l’Itinerario dialettale, storico-artistico uno strumento straordinario per la loro attività didattica e per educare le nuove generazioni al rispetto del loro territorio, e a una migliore conoscenza della lingua locale, quella dei loro nonni e dei loro padri: il santangelese.

Il direttore del Centro Vincenzo Scarpellino nonché autore del libro “I 121 dialetti della provincia di Roma”, in cui è contenuta anche un’ampia trattazione sul dialetto santangelese, ora anche in internet, ha dato atto dell’attenzione delle amministrazioni comunali, sia quella precedente che l’attuale, per la conservazione e la valorizzazione del dialetto santangelese. Ha poi esaltato l’esemplarità del lavoro realizzato da Giardini, Calamita, Longo e Foresi e il loro grande servigio reso alla comunità.

“L’attuazione del progetto – ha sottolineato Luciani – è un importante atto di trasmissione della memoria e al tempo stesso un ponte intergenerazionale, che ci auguriamo venga accolto dai cittadini e dalle scuole. Scripta manent (lo scritto rimane) ed ora alcuni dei proverbi sono scritti in maniera educata e rispettosa sulle antiche mura del borgo e consentiranno una provocazione (da raccogliere) per continuare a parlare in dialetto locale, senza trascurare la lingua italiana e le altre lingue del mondo”
Infine un indovinello per i lettori che hanno resistito fino a questo punto dell’articolo e che ora è sulla piastrella accanto al Monumento ai caduti e giardino pubblico: Penza e repenza e o penza’ ched’era: a sòcera d’a móje ’e fratetu a te che t’era? (Pensa e ripensa ed il pensar cos’era: qual è il grado di parentela tra te e la suocera della moglie di tuo fratello?). Indovinato?

Ma certo è… tua madre.

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