

Tra fine maggio e inizio giugno, migliaia di cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere sindaci e consigli comunali, in una fase che segnerà anche il primo vero confronto politico dopo mesi di tensioni
La provincia di Roma si prepara a una tornata elettorale particolarmente densa, destinata a ridisegnare gli equilibri politici di 17 comuni dell’area metropolitana.
Un appuntamento che, al di là della dimensione amministrativa locale, viene già letto come un banco di prova per i rapporti di forza tra le principali forze politiche nazionali.
Tra fine maggio e inizio giugno, migliaia di cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere sindaci e consigli comunali, in una fase che segnerà anche il primo vero confronto politico dopo mesi di tensioni e riposizionamenti nei territori.
Il calendario è già definito:
Primo turno: domenica 24 maggio (dalle 7 alle 23) e lunedì 25 maggio (dalle 7 alle 15)
Ballottaggi eventuali: domenica 7 e lunedì 8 giugno, con gli stessi orari
Nei comuni più grandi, sopra i 15mila abitanti, il sistema elettorale prevede il doppio turno nel caso in cui nessun candidato superi la soglia del 50% più uno dei voti.
A Colleferro si chiude una stagione politica durata dieci anni. L’esperienza amministrativa di Pierluigi Sanna, figura ormai affermata anche nel contesto metropolitano, lascia spazio a una nuova competizione interna al centrosinistra, che punta su Giulio Calamita, suo assessore di riferimento.
Il centrodestra si presenta invece diviso in più candidature: Stefano Arcari per Fratelli d’Italia, l’ex sindaco Mario Cacciotti per Forza Italia e Luciano Caciolo per Noi Moderati. Una frammentazione che potrebbe pesare sull’esito finale.

Ad Albano Laziale si gioca una delle partite più tese della tornata. Il sindaco Massimiliano Borelli, già sfiduciato nei mesi scorsi, tenta il rilancio sostenuto da una coalizione ampia che unisce Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle.
A contendergli il ruolo di primo cittadino ci sono più fronti: il terzo polo guidato da Luca Andreassi e un centrodestra che si presenta compatto attorno a Massimo Ferrarini, sostenuto da Fratelli d’Italia, già tra i protagonisti della crisi politica che aveva portato alla caduta dell’amministrazione.
A Santa Marinella lo scenario appare particolarmente complesso, con una moltiplicazione delle candidature da entrambe le parti.
Nel centrosinistra si contano tre nomi: Emanuele Minghella, sostenuto dal Partito Democratico e da diverse liste civiche; Alessio Manuelli, espressione dell’area civica e del Movimento 5 Stelle; e Daniele Renda per Alleanza Verdi e Sinistra.
Anche il centrodestra non si presenta compatto: Fratelli d’Italia e Lega convergono su Damiano Gasparri, mentre Forza Italia sostiene Mariarosaria Rossi, segnando un quadro politico tutt’altro che definito.
A Zagarolo si rinnova un confronto già visto: la sindaca uscente Emanuela Panzironi, espressione del Partito Democratico, si ricandida contro Marco Bonini, che questa volta può contare sull’appoggio unitario del centrodestra.
Nei centri sotto i 15mila abitanti non è previsto il ballottaggio: passa direttamente il candidato che ottiene più voti.
Tra questi rientrano diversi comuni della Valle dell’Aniene e delle aree limitrofe, tra cui Arcinazzo Romano, Camerata Nuova, Marano Equo, Riofreddo, Roiate, Percile, San Gregorio da Sassola e Vicovaro, oltre a Montelanico e Palombara Sabina tra area lepina e sabina.
Una tornata elettorale diffusa e frammentata, che si annuncia come un vero laboratorio politico territoriale, destinato a offrire indicazioni importanti non solo per gli equilibri locali, ma anche per quelli regionali e nazionali.
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