“Scie chimiche” nel cielo della capitale

Sulla testa dei cittadini romani per quasi tutto il pomeriggio del 20 aprile 2008
di Alvaro Colombi - 21 Aprile 2008

Domenica pomeriggio 20 aprile 2008, finalmente, le abbiamo avvistate anche noi nel cielo di Roma. E adesso ci rimane più difficile essere d’accordo con quanti riconducono il fenomeno alle normali scie di “condensazione” rilasciate da aerei civili o commerciali. Perché le scie che da qualche anno, perfettamente visibili, fanno la loro comparsa nei cieli del pianeta, sono più larghe, persistenti e non si dissolvono in pochi minuti, si espandono anzi in uno strato uniforme biancastro.

Gli studiosi che se ne occupano le chiamano “scie chimiche”, o meglio “chemtrails” (contrazione di “chemicaltrails”) e ne parlano in termini allarmanti.

Si dice, forse per esorcizzare il fenomeno, che esistono centinaia di brevetti nel mondo riguardanti il monitoraggio del clima. Ed è vero. Tra questi il progetto H.A.A.R.P., acronimo di High frequency Active Auroral Research Project, nato (ufficialmente) per studiare le proprietà della ionosfera e le tecnologie nelle comunicazioni radio applicabili nel campo della difesa. Un programma del Dipartimento della Difesa degli Usa che rientra nel progetto “Guerre stellari”, avviato negli anni ottanta dall’amministrazione Reagan e portato avanti da Bush.

Ma se gli scopi, come nel caso del programma americano, sono solo scientifici, come spiegare la reticenza dei media ufficiali impegnati, al contrario, in un’ampia campagna di disinformazione su tale questione?

Il silenzio dei governi o degli enti governativi, che non hanno mai confermato, è bene dirlo, l’esistenza delle scie chimiche, ha indotto molti ricercatori ad indagare e raccogliere indizi e informazioni che, in qualche modo, potessero far luce sul fenomeno. Con ottimi risultati se è vero che, in diverse parti del mondo dove la presenza delle scie è più continua, nell’acqua, nelle polveri e nei terreni sono stati rilevati sali di bario, ossido di alluminio, torio e altri metalli pesanti. Tutti composti chimici notoriamente dannosi per l’ambiente e la salute umana.

Tra gli studiosi ormai si fa strada la convinzione che l’irrorazione, divenuta più intensa con l’inizio del nuovo millennio, sia legata a scopi militari e per questo in relazione col progetto HAARP.

A ciò si aggiunge la testimonianza di numerose persone che hanno visto delle lunghe scie lasciate da aerei bianchi, simili a tanker militari, privi di insegne o livree identificative.

Quello che sta succedendo non lo sappiamo. Sappiamo però che di qualsiasi cosa si tratti i cittadini del pianeta avrebbero diritto ad essere informati.


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