Scuola a tempo pieno per togliere terreno alle bande giovanili

La positiva esperienza di Milano
Attilio Migliorato - 7 Marzo 2022

Caro Direttore,

Ricorderai le parole che ci siamo scambiati qualche giorno dopo l’uscita del bellissimo articolo  scritto da Don Domenico Vitulli il 17 febbraio 2022 e pubblicato su Abitare A Roma : Il branco di Tor Tre Teste .Di cui allego il linK https://abitarearoma.it/?p=241638

Nemmeno una settimana dopo ci misi del mio con l’articolo: Cosa siamo diventati? Dove siamo arrivati? Dove stiamo andando?, pubblicato sempre su Abitare A Roma il 22 febbraio 2022.

https://abitarearoma.it/cosa-siamo-diventati-dove-siamo-arrivati-dove-stiamo-andando/

Così a Milano

Ora, proprio per non lasciar cadere la problematica che abbiamo affrontato, voglio raccontare, non un progetto, ma una realtà scolastica che usa il “tempo pieno” per togliere terreno alle bande giovanili.

Siamo a Milano, nel quartiere Corvetto, in via Martinengo. Il Duomo di Milano è a circa 6 chilometri, non in linea d’aria ma di tangenziale, non si vede il Duomo perché ci sono i palazzi di altri quartieri, ma c’è la metropolitana che con qualche fermata ti porta in centro da Calvairate,  dove per settimane una baby gang ha messo a segno quattordici rapine, mandando in avanscoperta, per agganciare le vittime, due dodicenni.

In via Martinengo c’è una scuola media pubblica con circa 500 alunni che offre il tempo prolungato. Pomeriggi dedicati a lezioni pomeridiane di murales, di falegnameria, di inglese, l’aiuto compiti curato dagli stessi insegnanti della scuola, tutto gratuito.

Prevenire è meglio che curare, i ragazzi meno seguiti dai genitori o con problemi in famiglia rischiano passando il tempo per le strade della periferia. Se i ragazzi non vengono accolti, se vengono allontanati chi darà a loro accoglienza? La risposta è scontata: gruppi di sbandati.

Piantato il primo seme dalla scuola media, altri enti hanno deciso di piantare il loro: l’oratorio di Via Rosselli  e il Politecnico di Torino, per fare il doposcuola in presenza pomeridiana  anche agli alunni di tutte le scuole pubbliche e private del Corvetto. I semi continuano a essere piantati: tre volte a settimana, un istruttore della palestra Yuki, l’ente sportivo fondato dal campione di judo Pino Maddaloni a Napoli, offre lezioni gratuite.

Decine e decine di giovanissimi sono iscritti al tempo prolungato fino al tardo pomeriggio e frequentano le varie opportunità proposte della scuola.

Sindaco Sala, avete da donarci un sacchetto di semi da portarci a Roma?

Serenella

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  1. Annarita Pellegrini


    LA SCUOLA A TEMPO LUNGO.

    Le lezioni scolastiche in Italia si svolgono in orario antimeridiano e non sono previsti trattenimenti a scuola nel pomeriggio, tranne che per gli alunni della materna e della primaria, iscritti nelle sezioni a “tempo pieno” per ragioni di famiglia, ossia per il fatto che entrambi i genitori lavorano e che non ci sono nonni a prendersi cura dei ragazzi, in loro assenza. Diversamente, gli studenti della scuola secondaria, spesso, sono costretti ad autogestirsi, se impegni di lavoro trattengono fuori casa mamma e papà e mancano i nonni in loro sostituzione. Può accadere allora che, alcuni di loro, nella solitudine in cui le circostanze li hanno relegati, vengano oppressi dalla noia, maturino atteggiamenti di ribellione, cumulino rabbia, che poi potrebbero sfogare in varie intemperanze, in atti di bullismo, nel sadismo e nella violenza del branco. La soluzione a questo tipo di problematica potrebbe consistere nel prolungare il tempo scuola, per offrire a taluni studenti “in cattività” attività integrative, in linea con i loro interessi e adatte a coltivare i loro talenti. Ma la scuola a tempo lungo sarebbe di grande utilità a tutti gli studenti, per approfondimenti, per esercitazioni aggiuntive, per recuperi resisi necessari in itinere, per creare le basi per una “specializzazione” nelle diverse aree disciplinari e per una preventiva sperimentazione professionale. Il prolungamento del tempo scuola, poi, potrebbe accordare, indistintamente a tutti gli studenti, qualunque sia l’indirizzo di studi da loro scelto, tempi da dedicare all’informazione tecnico/ scientifica, indispensabile nell’epoca contemporanea. Ma tutto questo presuppone che gli edifici scolastici vengano resi idonei, dotati di strutture, coperti da reti telematiche, provvisti di sussidi didattici e di dotazioni organiche di personale docente e non, per coprire l’orario antimeridiano e pomeridiano delle lezioni. Possiamo ritenere che l’ammodernamento e l’adeguamento del sistema scuola italiano alle necessità delle nuove generazioni di studenti possano presto realizzarsi ?

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