Sergio Doplicher

GiProietti - 25 Marzo 2021

Ieri una cara amica ha citato i versi di Sergio Doplicher ed ha scatenato dentro di me una valanga di ricordi.

Dopo un’ottima maturità classica, il mio caro professore di latino e greco mi coinvolse subito in un lavoro complesso e da certosino: verificare le sue bozze di pubblicazioni su Nevio, Saffo e poeti alessandrini, con particolare riferimento alle lunghissime bibliografie.
A settembre dopo un mese, gli comunicai che gli studi alla Sapienza di Sergio Doplicher, che lui (assistente di Paratore) imparava a conoscere, mi dava qualche speranza nel mio difficile tentativo di fare sintesi tra scienza e studi classici (Sergio, grande teorico di fisica quantistica, cominciava a scrivere anche di Umanesimo e di poeti, e componeva lui stesso ottime liriche, oltre a provare a studiare scientificamente la Natura attraverso i fiori, elaborando, diceva qualcuno, pagine di botanica).

Le perplessità del mio Professore furono evidenti, sorrise e aggiunse: “L’importante è provarci! Iscriviti ad Ingegneria e continua a lavorare per me almeno un anno. Ma ricordate che Doplicher mi sembra già inimitabile ed inarrivabile.”

Feci così, lasciai le bibliografie del mio professore dopo l’esame di Fisica I, continuai a seguire la carriera e le opere di Doplicher e mi trastullai ogni giorno con tanti libri di letteratura.
E ancora adesso, dopo il mio lavoro tecnico e di economia, gusto e provo piacere a scorrere, per legittima difesa neuronica, le pagine di tutti i grandi, scrittori e poeti.

Purtroppo Doplicher continua ad essere per me inarrivabile, sia in fisica quantistica che in Umanesimo. Troppo in alto.

E se provassi a interessarmi di fiori di biancospini e “scorzapignate”*?
*scorzapignàte : s.f. = primule – dialetto di Gerano (RM)


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