Sgomberato il Centro sociale Corto Circuito a Cinecittà est

La mattina del 13 ottobre 2016. Le proteste degli attivisti, che hanno già chiesto un incontro con il Comune, sono proseguite fino a sabato 15 con un presidio in piazza dei Cavalieri del Lavoro
di Vania Garzillo - 15 Ottobre 2016

Cinecittà est, nella mattinata di giovedì 13 ottobre 2016, è stata completamente blindata a causa dello sgombero del centro sociale “Corto Circuito”. Oltre 200 uomini, tra Carabinieri, Polizia, Polizia Locale e vigili del fuoco si sono presentati in via Serafini per mettere sotto sequestro alcuni manufatti del Centro.

Concretamente il sequestro ha riguardato un tendone che il collettivo del Corto ha posizionato nell’area dopo che nel 2012 un incendio ha completamente distrutto uno dei padiglioni dove si svolgeva la gran parte delle attività. A nulla sono valse, in questi anni, le richieste di ricostruzione debitamente depositate presso gli uffici competenti e la raccolta dei fondi autogestita che doveva consentire di rimettere in piedi la struttura incendiata. Tutto fermo da anni per una colpevole volontà di impedire che il centro sociale continuasse a vivere e, né l’amministrazione Alemanno né quella di Marino, hanno mai affrontato la questione.

Immediatamente dopo il sequestro,  la zona è rimasta a lungo blindata. Viale Palmiro Togliatti per tutta la mattinata è stata congestionata da Cinecittà fino alla Casilina, con tempi di percorrenza più che triplicati a causa anche delle file di attivisti che si sono subito riversate nelle strade per impedire lo sgombero di “Corto Circuito”.

“Da qui parte la nostra resistenza civile”, hanno detto gli attivisti. “Pianteremo una tenda, per difendere il nostro quartiere, per difendere l’unico presidio sociale rimasto in questo quartiere”.

Toccherà ora al Campidoglio dire la sua sul destino di quell’area. Le forze dell’ordine hanno apposto i sigilli e portato via numerose attrezzature. Di fatto ora l’area, da tempo in uno stato di pre-assegnazione, torna al Comune. Dovrà essere l’amministrazione Raggi a pronunciarsi sul futuro del Corto. Il sequestro durerà quindici giorni. Per questo gli attivisti hanno già chiesto un incontro con l’amministrazione.

cortocircuito

Gli occupanti, naturalmente, non si danno per vinti: “Pensiamo che oggi dobbiamo riprenderci questo spazio che rappresenta il centro della socialità del quartiere. È chiaro che se si chiudono queste strutture che svolgono un lavoro sociale si è all’anticamera della privatizzazione”, ha detto Nunzio D’Erme, ex consigliere comunale di Roma e tra i fondatori del centro sociale. Insieme agli altri attivisti radunati a piazza dei Cavalieri del Lavoro, dove sono rimasti con un presidio fisso fino a sabato, D’Erme  ha aggiunto: “C’è un gruppo di poteri forti che vuole incrinare i rapporti tra il centro sociale e la nuova giunta”.

Non rimane che vedere quali saranno le sorti di uno dei centri sociali più attivi e famosi a Roma, dopo il Forte Prenestino, centro di aggregazione per giovani, spesso abbandonati a se stessi, nonché punto di riferimento per il quartiere Cinecittà est.


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