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Sinistra Italiana X Municipio: A settembre “vietato” affogare nei giorni feriali

Possanzini: "L’Ordinanza firmata dalla Sindaca Raggi prevede il servizio di assistenza alla balneazione solamente nei fine settimana"

“Gli assistenti alla balneazione sono veri e propri angeli custodi delle nostre spiagge. In queste ultime settimane  le vite salvate dai bagnini di salvataggio sono la testimonianza più forte di quanto sia prezioso per tutti i cittadini, fruitori delle spiagge libere della Capitale, il servizio di salvamento in mare. Nonostante questo, anche quest’anno durante i giorni feriali del mese di Settembre sarà praticamente “vietato” affogare in quanto l’Ordinanza stagionale firmata dalla Sindaca Raggi prevede il servizio di assistenza alla balneazione solamente nei fine settimana. Una scelta inaccettabile che fa il paio con le condizioni a cui sono sottoposti i bagnini che fanno servizio sulle nostre spiagge libere”.

Lo dichiara in una nota Marco Possanzini, Segretario Sinistra Italiana X Municipio

“Sono lavoratori, persone – prosegue Possanzini – che con abnegazione e professionalità ci permettono di trascorrere ore serene in spiaggia con i nostri cari. Eppure, nonostante questo prezioso servizio, le condizioni di lavoro sono disumane. Costretti a lavorare in condizioni critiche, spesso senza poter avere un bicchiere di acqua fresca durante le 12 ore continuative di turno, pagati pochi spiccioli l’ora, i nostri assistenti bagnanti vivono una condizione che nemmeno si può definire precaria: è una specie di caporalato legalizzato, senza prospettive. Sotto quegli ombrelloni rossi ci sono persone che, oltre a garantire la sicurezza e l’assistenza in mare ai cittadini, hanno sulle spalle mutui da pagare, bollette, e famiglie da mantenere. Non dimentichiamolo mai. Per i nostri assistenti alla balneazione anche andare in bagno è un problema perché non c’è il cambio e se succede qualche incidente in acqua durante quei pochi minuti di assenza non c’è giustificazione che tenga: tutta la responsabilità ricade sull’assistente bagnanti “assente”. Il dramma è che nessuno controlla nemmeno quando dovrebbe. L’Assessore competente, così attento al rigoroso rispetto delle regole, si è mai preoccupato di andare a verificare il rispetto del capitolato con cui si esternalizza il servizio di salvamento? Il lavoratore, soprattutto se sfruttato, molto spesso è anche ricattato e quindi rischia in proprio un calcio nel sedere se alza troppo la voce chiedendo, ad esempio, il rispetto del capitolato. Servono controlli serrati delle autorità e delle figure istituzionali preposte. Non si può continuare a fingere di non vedere scaricando tutto sull’anello più debole e cioè il lavoratore. Non si può chiudere gli occhi su una situazione che, anno dopo anno, scivola sempre di più verso l’insopportabilità”.

“Serve – conclude Possanzini – una poderosa inversione di tendenza. L’amministrazione pubblica non può accettare che i bagnini in servizio sulle nostre spiagge libere vengano sfruttati e non può pensare di risolvere tutto con la formula autoassolutoria della esternalizzazione del servizio di salvamento”.

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