Strage sulla Collatina: famiglia distrutta nella fuga dei ladri. Tre morti e tre arresti dopo l’inseguimento

I malviventi sono stati poi arrestati. Uno è stato portato in carcere, gli altri due piantonati in ospedale

Non è stato un incidente, ma l’epilogo violento di una caccia all’uomo iniziata tra i lotti del Quarticciolo.

Una Toyota Yaris con a bordo tre uomini di nazionalità straniera, intercettata per un controllo dalla Polizia di Stato, nella serata di domenica 1 marzo, ha scelto la via del baratro: invece di accostare, il conducente ha affondato il piede sull’acceleratore, dando il via a un tallonamento disperato lungo le arterie del quadrante est.

La dinamica: sorpasso killer a folle velocità

L’inseguimento ha coinvolto inizialmente anche i Carabinieri, che avevano però perso il contatto visivo poco prima del dramma.

Gli agenti della Polizia, mantenendo una distanza di sicurezza per limitare i rischi per la circolazione, hanno assistito impotenti alla manovra fatale: all’altezza del civico 661, la Yaris ha invaso la corsia opposta a velocità folle.

In quel momento, nel senso di marcia contrario, procedeva regolarmente una Fiat Punto. L’impatto è stato inevitabile e devastante.

Il conducente di 70 anni e la moglie di 64 sono morti sul colpo, incastrati tra le lamiere della loro auto.

Il figlio, 41 anni, è spirato poco dopo l’arrivo al Policlinico Umberto I: un’intera generazione cancellata in pochi secondi.

L’arsenale dei furti a bordo

Mentre i sanitari del 118 tentavano l’impossibile, gli agenti della Polizia Locale (Gruppi VI Torri, V Casilino e VII Tuscolano) isolavano l’area per i rilievi.

All’interno della Toyota Yaris accartocciata, il motivo di tanta ferocia nella fuga è apparso chiaro: i poliziotti hanno rinvenuto jammer (disturbatori di frequenze per allarmi e GPS) e grossi cacciaviti.

Strumenti inequivocabili di una banda dedita ai furti in abitazione o d’auto, pronta a tutto pur di non farsi catturare.

Tre arresti per omicidio stradale

I tre occupanti della Yaris, rimasti feriti ma non in pericolo di vita, sono stati piantonati negli ospedali di Tor Vergata e Sandro Pertini.

Per loro sono scattate immediatamente le manette con accuse pesantissime: omicidio stradale plurimo, resistenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti allo scasso.

Le indagini, coordinate dal VI Gruppo Torri, dovranno ora chiarire se la banda sia responsabile di altri colpi messi a segno nella zona nelle ore precedenti.

Resta, nel silenzio di via Collatina, il dolore incolmabile per una famiglia che tornava a casa e che, per la colpa di tre criminali, non è mai arrivata.

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