

Il Questore di Roma sigilla nuovamente il locale ex art. 100 TULPS: scoperte lame tra i tavolini ed un amministratore d'ombra ecuadoriano colpito dal divieto di frequenza nei locali notturni
Nemmeno il cambio periodico d’intestazione della licenza o la catena di provvedimenti sanzionatori accumulati nel tempo erano bastati a bonificare quello che le forze dell’ordine considerano da anni un autentico polo dell’illegalità e del disordine urbano.
Per un bar situato lungo l’asse della Casilina, nel quadrante sotto la giurisdizione di Torpignattara, è scattata un’ennesima e perentoria misura di stop: il Questore di Roma ha disposto la sospensione della licenza per 15 giorni ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.).
Il provvedimento è arrivato al termine di un’istruttoria condotta dagli specialisti della Divisione Polizia Amministrativa della Questura capitolina, avviata subito dopo l’ultimo violento episodio di cronaca registrato all’interno e nelle immediate adiacenze del locale dagli agenti del Commissariato Torpignattara.
A far traboccare il vaso è stato un cruento scontro esploso all’interno dell’attività commerciale:
Sangue tra i tavoli: Secondo la ricostruzione degli investigatori, la prima fase del violento scontro è montata proprio tra i banconi del bar, dove uno dei clienti coinvolti ha riferito di essere stato aggredito e di aver schivato per un soffio una coltellata diretta all’addome.
Le denunce e le armi: L’intervento tempestivo delle volanti ha consentito di bloccare ed identificare i responsabili. Il bilancio si è chiuso con tre denunce a piede libero per il reato di rissa; nei confronti di uno dei partecipanti è scattato anche il deferimento all’Autorità Giudiziaria per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
Oltre alle aggressioni ed al sangue versato, i controlli amministrativi hanno fatto emergere un sotterfugio teso ad eludere le normative antimafia ed i divieti giudiziari:
Amministratore di fatto sanzionato: Durante le fasi di identificazione dei presenti, i poliziotti hanno scoperto la costante presenza di un cittadino ecuadoriano di 47 anni. L’uomo, pur risultando completamente estraneo alla documentazione della S.C.I.A. presentata al Comune, esercitava a tutti gli effetti la gestione operativa ed amministrativa del locale.
Violazione del divieto notturno: A carico del quarantasettenne pendeva peraltro un provvedimento formale di divieto d’accesso ai pubblici esercizi ed ai locali d’intrattenimento nelle ore notturne, deliberatamente ignorato attraverso la schermatura della formale titolarità.
Una finzione contabile e burocratica che non ha impedito agli organi di Pubblica Sicurezza di intervenire sulla pericolosità sociale della struttura.
Con l’apposizione delle sigilli e della notifica del decreto ex art. 100 TULPS, le serrande del bar rimarranno abbassate per i prossimi quindici giorni.
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