Un libro per amico e lo Spirito del Natale

Charles Dickens con l’aperitivo culturale in Monastero a Fara in Sabina

Come meglio entrare nello Spirito del Natale se non con il celebre Canto di Natale (1843) di Charles Dickens? Tutto questo sotto la guida letteraria di Marco Testi, docente, storico della letteratura e critico letterario di SIR, l’agenzia stampa della Cei e di altri importanti testate nazionali. Ospitalità gratuita da parte delle Clarisse Eremite di Fara Sabina per celebrare la Vigilia in un modo diverso e meno schiavo della fretta, per riflettere in armonia ed a contatto con la bellezza del paesaggio e del mistero storico di un castello trasformato in Monastero. Domenica 24 dicembre 2023 ore 11, presso monastero delle Clarisse eremite di Fara in Sabina, via IV novembre n. 1. È anche possibile pranzare in monastero. Per info contattare Suor Barbara 380 7937055.

Come scrive Marco Testi – Lo straordinario successo di Un canto di Natale (1843) di Charles Dickens, fin dai tempi della prima edizione, dovrebbe far riflettere. Perché ancora oggi questo libro, uno dei quattro dedicati dallo scrittore inglese al Natale, per non parlare di alcuni racconti, viene letto, sceneggiato, diventando film, cartone animato, rappresentazione teatrale, fumetto in ogni parte del pianeta? Più di David Copperfield o di Oliver Twist, altri capi d’opera di Dickens, forse meno soggetti ai rischi della lettura melensa e neo-buonista? Il segreto è nella familiarità con il teatro dello scrittore, capace di usare i personaggi come voci narranti, talvolta spaesanti e perturbanti grazie all’uso dell’ironia e della citazione, nascosta nel tessuto narrativo, tra Amleto e Macbeth, Vangelo e letture infantili, le Mille e una notte ed il mistero celato in ognuno di noi.

Lo scrittore Marco Testi parlerà della persistenza di questa narrazione in un luogo e in un tempo unici: il tempo è quello della mattina della Vigilia, attraversata spesso dalla fretta e dall’ossessione per i regali, il luogo è invece quello nel quale finalmente si può riprendere una lenta riflessione sulla responsabilità ed il significato della nostra vita, un luogo che è quello di un antico castello medioevale, divenuto monastero di Clarisse, un labirinto esso stesso ma che, dopo averlo visitato, per l’ubicazione montana permette uno sguardo su gran parte della Sabina e non solo.

Tornando al libro mi ricordo personalmente di averlo letto quando avevo circa otto anni, di nascosto di notte, nel mio letto con l’ausilio di una pila, oltre l’orario consentito ai ragazzi di allora per stare svegli. Erano circa gli anni del dopoguerra ed in casa c’erano quasi esclusivamente i famosi piccoli libri tascabili della BUR (Biblioteca Universale Rizzoli) dalla spartana copertina grigia di semplice cartoncino leggero. Ancora c’erano i fantasmi della guerra, le case erano poco illuminate e fredde, l’atmosfera del libro era percepita con un discreto realismo, ma le apparizioni descritte nel libro non mettevano paura. Per me disposta ad indagare a qualsiasi prezzo, il significato della vita, fu una vera rivelazione.

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