Una speranza per il futuro

La presentazione dell'ultimo libro di Sergio Scalia, il 23 giugno 2016 presso la biblioteca Gianni Rodari
di Giulia Forestiere - 13 Luglio 2016

“Una speranza per il futuro” e “una democrazia più aperta” sono state frasi ricorrenti durante la presentazione dell’ultimo libro Quale Futuro, di Sergio Scalia, il 23 giugno 2016 presso la biblioteca Gianni Rodari.

_SergioScaliajpgSergio Scalia, conosciuto molto di più in ambito politico, come esponente attivo del PD, è uno scrittore, è stato un insegnante, è laureato in Fisica nel campo delle particelle elementari e ha compiuto studi nel campo dell’informatica.

Ed è proprio questo suo retroterra che ha portato alla nascita di questo libro, ispirato anche da articoli scientifici, che tratta dello sviluppo di nuove tecnologie, di intelligenza artificiale, di studi sul cervello umano e delle ultime frontiere dello sviluppo e dei loro aspetti positivi e negativi.

Quale futuro ci mostra le vastissime frontiere della tecnologia e lo sviluppo di esse che danno un considerevole contributo all’allungamento della vita, insieme agli innumerevoli studi nel campo delle cellule staminali. Ma tutto ciò -afferma l’autore- non può avvenire se non miglioriamo l’ambiente che ci circonda, non potremo vivere di più in un ambiente che, al contrario, contribuisce a farci invecchiare e ammalare. Proprio per questo si lavora alla creazione di tecnologie delle smart city, un insieme di macchine ed edifici che creano e ottimizzano tutta quell’energia che nella vita di tutti i giorni tendiamo a utilizzare, ma soprattutto a sprecare in grandissime quantità contribuendo all’inquinamento e al riscaldamento globale; da qui la volontà di ridurle e riutilizzarle. La parola “tecnologia” sta a significare appunto il lato pratico e applicativo dell’informatica stessa, usata e sfruttata nel nostro quotidiana. I frutti di questa combinazione strategica li possiamo vedere attorno e dentro di noi: dai cellulari al personal computer, alle e-mail. Proprio i pc, apparsi intorni al 1975, che sono diventati parte integrante della nostra quotidianità. Con computer sempre più potenti che invadono le nostre vite, la privacy, che emulano sempre più la vita reale, che riescono a fare tutto, dov’è l’uomo?

Su questo si riflette, su quanto l’uomo stia sparendo di fronte alla tecnologia, su quanto stia cambiando radicalmente la nostra società e c’è paura per le generazioni future. Quale futuro è una provocazione, vuole esser una finestra sulle potenzialità della tecnologia che ha rivoluzionato il nostro modo di vivere in quasi ogni sua parte, dall’ambito lavorativo e manuale al linguaggio parlato e scritto, avvenuto in pochi decenni, ma vuole essere allo stesso tempo uno spunto di riflessione su temi attualissimi che pervadono i nostri giorni dominati dall’intelligenza artificiale.


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