Una storica prima “seconda volta” per l’Italia

La nazionale di rugby si impone 23-20 sul Galles nel Sei Nazioni
di Giuseppe Meniconi – Periferie sul Ring - 15 Marzo 2007

Di fronte ad uno stadio Flaminio strapieno, il 10 marzo, la nazionale italiana di rugby doveva confermare quanto di buono fatto vedere due settimane prima nella vittoria in trasferta di Edimburgo contro la Scozia, affrontando un Galles di certo non in una delle sue migliori annate, ormai lontano parente di quello che conquistò il Grande Slam nel 2005, ma motivato nel cercare di evitare di terminare il torneo a bocca asciutta, avendo perso tutte le partite sin qui disputate.

L’Italia parte subito molto forte, e riesce ad andare in meta dopo appena due minuti con la giovane ala Pratichetti, ma l’arbitro annulla in quanto l’azione è viziata da un passaggio in avanti.
La pressione dei padroni di casa è comunque costante e, anche se il gioco alla mano non è particolarmente efficace, frutta tre calci piazzati due dei quali realizzati dal numero 10 Ramiro Pez, oggi preferito all’apertura a Scanavacca, rispettivamente al dodicesimo e al diciannovesimo minuti. Il talento dei trequarti gallesi è manifesto, ma la difesa italiana regge per la prima metà del primo tempo.
In quello che però è l’unico spiraglio concesso dagli azzurri riesce ad infilarsi al ventisettesimo l’ala Shane Williams che con una meta, successivamente trasformata dall’apertura Stephen Jones porta il punteggio sul 6-7.
L’Italia torna a prendere però le redini del gioco, e al trentaseiesimo arrivava la meta di Kaine Robertson: su un’azione partita dall’area azzurra il Galles si fa cogliere completamente impreparato e prova a chiudere il seconda linea Gough che però nulla può contro l’eccezionale velocità dell’ala italiana, ex-centometrista che va a schiacciare in mezzo ai pali.

La trasformazione di Pez fissa il punteggio del primo tempo sul 13-7. L’inizio del secondo tempo è però di marca gallese: la tecnica dei gallesi sembra prevalere, mentre la manovra italiana è lenta è prevedibile, gli incroci dei trequarti sono telefonati, il riciclo del pallone è lento e la superiorità della mischia, a fronte di un sostanziale equilibrio in touche, non riesce a coprire le difficoltà della difesa azzurra.

Un piazzato realizzato dal centro Hook al quarantreesimo, una meta del tallonatore Rees trasformata da Hook al quarantacinquestimo, ed una punizione di nuovo realizzata da Hook al cinquantatreesimo portano il punteggio sul 13-20. Alla metà del secondo tempo le squadre sono stanche, ma l’impressione che si ha è che il Galles abbia dato più o meno tutto quello che aveva: la manovra alla mano italiana continua a mancare di efficacia, ma gli attacchi degli azzurri sono arginati con sempre maggiore difficoltà dagli ospiti.

Già intorno al sessantesimo minuto gli italiani arrivano molto vicini alla meta, con un azione insistita che non riesce però a sfondare nell’area di meta gallese. Gli italiani continuano a insistere ed al settantatreesimo Pez decide di piazzare un calcio di punizione che riavvicina le due squadre nel punteggio, arrivato 16-20. Nulla però può la difesa gallese contro un calcio dello stesso Pez a scavalcare i dragoni rossi ed artigliato da Mauro Bergamasco nell’area di meta degli ospiti al settantasettesimo. La successiva trasformazione di Pez porta il punteggio sul 23-20.
I gallesi negli ultimi secondi provano una disperata reazione, e riescono ad ottenere un calcio piazzato che potrebbe valere loro il pareggio. Decidono però di giocarlo in touche per provare ad arrivare alla meta senza accorgersi che non c’è tempo per lanciare ed in pratica rinunciano cosi all’ultima occasione di modificare il punteggio.

L’Italia ottiene cosi, per la prima volta, due vittorie in un edizione del torneo delle Sei Nazioni e scavalca proprio il Galles arrivando all’ottavo posto del ranking mondiale.

Una vittoria meritata quanto sudata che ha posto in evidenza sia le luci che le ombre della squadra azzurra; una compagine che deve ancora migliorare parecchio sotto il profilo del gioco alla mano, sia come schemi e uso dei trequarti che come ball handling da parte degli avanti, oggi spesso in imbarazzo con la palla in mano, una situazione che troppo spesso capita di vedere ma che nel rugby moderno andrebbe superata, e che deve ancora fare dei passi in avanti sulle touche.

Ma anche una squadra che oggi ha confermato di avere una mischia di livello mondiale, un superbo reparto di terze linee, oggi premiato con l’attribuzione del titolo di Man of the Match ad un titanico Parisse, più volte inarrestabile in percussione, un Troncon che ha confermato le recenti eccellenti prestazioni ed un carattere ed una grinta che finalmente cominciano a punire costantemente gli errori degli avversari.

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Prossimo appuntamento sabato prossimo, per un difficile impegno contro l’Irlanda che vuole vincere per festeggiare degnamente la festa di S. Patrizio e per mantenere vivo il sogno di una vittoria del Torneo, sperando in un passo falso della Francia ma che è apparsa in grossa difficoltà nella partita vinta di un solo punto contro la Scozia.


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