Via Prenestina antica… un valore aggiunto… Ma a cosa?

Domande e riflessioni sulla non gestione del patrimonio culturale in periferia
Olga Di Cagno - 3 Giugno 2020

Giugno 2020, prime aperture dopo la chiusura imposta per riuscire a contenere la pandemia che ha mietuto migliaia di vittime in Italia, Roma comincia a svegliarsi da un sonno imposto e non si scopre più risposata, anzi, si accorge di avere molte increspature sulla sua superficie (e molte voragini sotto la sua superficie). Tre mesi di rallentamento forzoso delle attività produttive, tre mesi di clausura domiciliare, tre mesi di deserto turistico hanno permesso alla Natura di riprendersi parte degli spazi utilizzati prima dalle persone.

In Via Prenestina, all’angolo con Via di Tor Tre Teste, la Natura, o per meglio dire l’Incuria e l’Inefficienza della macchina amministrativa ben prima di questi ultimi tre mesi aveva già operato un lavoro profondo e devastante di abbandono verso un sito che ormai da quasi sette anni (eravamo nel 2013 e su questo giornale già se ne dava notizia) era scavato ed era pronto per poter essere debitamente valorizzato.

Stiamo parlando di tracce della Prenestina Antica (50 metri di basolato quasi intatto) che emergono da via di Tor Tre Teste, e i resti di ben 22 mausolei che la punteggiano, 11 per lato, in un’area che complessivamente si estende per 5.000 mq e che, a pieno titolo, ambiva a diventare parco archeologico, grazie a un accordo tra la Soprintendenza e il gruppo Cremonini.

L’area di proprietà privata, verso la fine della amministrazione di Marino, stava per essere riadattata a bistecchiera ed erano già stati approvati da parte delle autorità di controllo competenti i progetti che prevedevano accanto alla zona più strettamente commerciale, anche una parte riservata alla salvaguardia ed alla valorizzazione del basolato antico e di quanto sopra.

Durante una Commissione Cultura del Comune di Roma Capitale, presieduta dall’allora consigliera Michela Di Biase, riunione alla quale chi scrive ha partecipato, insieme ad alcuni funzionari della Soprintendenza statale si era molto discusso, anche con cognizione di causa, sulle modalità e sulle procedure per poter salvaguardare l’emergenza monumentale e valorizzare l’aspetto commerciale che, in una zona spesso teatro di attività non proprio legittime e legale avrebbe permesso una diversa modalità di gestione del territorio.

Negli ultimi anni, con il cambio di amministrazione e di gestione del territorio nulla si è fatto, tutto è stato bloccato fino a un anno fa quando il Consiglio Municipale del V municipio (per la precisione la Commissione LLPP), dopo che aveva dato un totalitario diniego a tutta la questione, senza per altro motivare in maniera fondata tale presa di posizione, e dopo che anche da parte delle opposizioni poco si è fatto per caldeggiare la riapertura della discussione ha accolto la richiesta per la realizzazione del progetto,

Certo, nella vicenda, è stata fondamentale la sentenza a favore del gruppo Cremonini del Consiglio di Stato al quale il gruppo, benché provvisto dei pareri positivi del TAR è stato costretto a ricorrere.

Sempre su questo giornale è stata seguita la vicenda in maniera dettagliata e puntuale e per chi volesse avere maggiori informazioni a riguardo qui è riportato il link dell’artico pubblicato sull’approvazione da parte della Commissione LLPP municipale: https://abitarearoma.it/cremonini-musealizzera-limportante-sito-archeologico-di-via-prenestina-via-tor-tre-teste/.

Ad un anno esatto dalla riunione di Commissione e a tre mesi dalla chiusura della Città nulla è cambiato se non l’aumento in negativo delle condizioni del sito stesso.

Valorizzazione? Che cosa era costei? (Manzoni in questo periodo è ritornato in auge e qui si vuole parafrasare una riflessione di Don Abbondio). Più romanamente ma de che?

Un servizio giornalistico di TGLazio di oggi (andare al minuto 9e20 del video) ha proposto un reportage sull’area, ponendo l’attenzione sulla mancata valorizzazione, ma anche sulla mancata tutela di questa porzione del territorio romano, non citando in alcun modo, però, il progetto di valorizzazione del sito.

Lorenzo Quilici, esimio archeologo, ed autore di un magnifico libro sulla Via Prenestina e le preesistenze archeologiche, intervistato, ha risposto alla giornalista dicendo che non sapeva bene che fine avrebbero fatto i resti della Prenestina antica, ma anche tutte le altre emergenze presenti nella periferia romana e che, con molta probabilità, sarebbero stati ricoperti.

La scrivente, anch’essa archeologa e con un dottorato in valorizzazione, non crede che saranno ricoperti, ma è fermamente convinta che in questi anni si è venuto meno ad un preciso incarico della pubblica amministrazione ed a un preciso mandato della rappresentanza politica: tutelare e valorizzare il patrimonio culturale (si potrebbe aprire un dibattito alessandrino sulle varie modalità delle diverse visioni della gestione, della tutela e della valorizzazione della cosa pubblica!).

Sarebbe necessario riscoprire e non ricoprire!

Roma, Roma Est, è stato scritto innumerevoli volte, è veramente, sinceramente, un territorio pregno di cultura, di patrimonio culturale, di imprese ed associazioni che operano e producono cultura (le librerie, solo per fare un esempio, e solo nel quartiere di Centocelle, sono circa una ventina!).

Roma Est, Roma è essa stessa patrimonio culturale, ed è un fortissimo dolore al cuore non vedere riconosciuta questa speciale ed unica peculiarità di essere una città che da quasi tremila anni continua a mostrare e mostrarsi ogni volta in maniera differente, affascinando tutti colo che la incontrano.

Valgono poco, molto poco, le roboanti promesse di istituzioni di tavoli di raccordo, di prese in carico di commissioni per capire, per comprendere, per ipotizzare, la tutela del patrimonio è stata completamente abbandonata, la visione politica della gestione in positivo della Città è stata completamente assente ed ancora una volte, l’ennesima, si è persa la possibilità di impegnarsi, fattivamente, sul territorio, per rendere onore e giustizia ad una porzione della città che è conosciuta più per le illegalità che per le eccellenze ( e ce ne sono!).

Risultato concreto? Un altro “bel” momento di cronaca giornalistica sulle condizioni non certo ammirabili della periferia romana! Risultato sperato? Una nuova gestione! Risultato atteso? Vedremo…


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