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William Finnegan il 5 luglio al festival Letterature di Roma

All’appuntamento, alle ore 21.00 (Memorabilia), saranno presenti, oltre a Finnegan, i cinque finalisti al premio Strega Europeo: Mircea Cărtărescu, Annie Ernaux, Kerry Hudson, Ralf Rothman e Ricardo Menéndez Salmón

William Finegan sarà a Roma per partecipare al festival Letterature, presso la Basilica di Massenzio, in via dei Fori Imperiali. L’appuntamento è per la serata del 5 luglio, alle ore 21.00 (Memorabilia), in cui saranno presenti, oltre a Finnegan, i cinque finalisti al premio Strega Europeo: Mircea Cărtărescu, Annie Ernaux, Kerry Hudson, Ralf Rothman e Ricardo Menéndez Salmón.

William Finnegan
William Finnegan

Dal 30 giugno di William Finnegan, Premio Pulitzer 2016 sarà in libreria il volume Giorni selvaggi

Il libro – William Finnegan ha subìto l’incanto del mare fin da bambino, in California, vedendo i surfisti «danzare sull’acqua». A tredici anni andrà a vivere ai piedi del cratere di Diamond Head, alle Hawaii. E quell’incanto si trasformerà a poco a poco in una devozione assoluta al dio oceano. A venticinque anni, il suo sogno è di rigenerarsi agli Antipodi e vedere il mondo prima che si trasformi «tutto in Los Angeles». Inizia così «la ricerca», il viaggio dell’Inverno senza fine, la circumnavigazione del globo a caccia di onde. Prima Guam, poi le isole Samoa, il regno di Tonga, l’arcipelago delle Figi, dove scopre il magnifico break di Tavarua, davanti a un lembo di terra assente perfino dalle mappe. Al suo fianco c’è Bryan, che è andato al funerale di Kerouac e fa surf «come se non ci fosse un domani». Ultima tappa il Sudafrica dell’apartheid, dove matura una nuova consapevolezza, e poi l’inevitabile ritorno a casa. Ma la ricerca non finisce lì. Scritto nell’arco di vent’anni e anticipato da un celebre profilo apparso sul «New Yorker», Giorni selvaggi è un racconto di avventure e il diario di un’ossessione, da cui si sprigiona – per la prima volta in letteratura – il terribile splendore del surf: i suoi codici tribali, lo studio dei venti, la lunga attesa dell’onda. Che è «una via» per conoscere sé stessi.

L’autore – William Finnegan è nato nel 1952 a New York ed è cresciuto tra la periferia di Los Angeles e le Hawaii. Dopo la laurea alla University of California, a Santa Cruz, e un master in scrittura creativa alla University of Montana, a Missoula, ha inseguito la sua passione per il surf facendo tanti lavori diversi in giro per il mondo: Dal 1987 scrive per il «New Yorker», oltre a collaborare con altre riviste, tra cui «Granta», «Harper’s», «The New York Review of Books». Ha compiuto reportage quasi in ogni continente, molti in Africa e in America Centrale, occupandosi soprattutto di politica estera, guerra, razzismo, povertà, crimine organizzato, globalizzazione. Ha pubblicato cinque libri e ricevuto numerosi riconoscimenti. Con il memoir Giorni selvaggi, bestseller in America, ha vinto il premio Pulitzer 2016.


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