Categorie: Lavoro
Municipi:

1345 dipendenti Telecom a rischio nella provincia di Roma

Dopo lo sciopero del 4 luglio si apre uno spiraglio nella trattativa sindacati–Bernabé. Epifani (CGIL): "serve un piano strategico, non tagli"

L’affare Telecom non sembra trovare pace, dopo lo sciopero nazionale promosso dai sindacati il 4 luglio scorso, al quale hanno aderito in media il 60% dei dipendenti (secondo i sindacati di categoria; il 32% circa, secondo i vertici Telecom Italia). Saranno 1345 i posti di lavoro a rischio solo nella provincia di Roma, rispetto ai 5mila previsti dal piano dell’A.d. Bernabé, entro il 2010. L’intera operazione permetterà a Telecom Italia, secondo analisti e manager, un rientro pari a circa 300 milioni di euro all’anno, che andranno a compensare i costi di ristrutturazione dell’azienda. Ma i sindacati sono pessimisti, e intravedono la possibilità che le riduzioni d’organico possano essere addirittura il doppio (10-12mila posti).

Dopo la gestione disastrosa di Marco Tronchetti Provera, che – secondo Emilio Miceli (Slc/CGIL) – avrebbe "svuotato le casse dell’azienda con azzardate scelte finanziarie", la nuova gestione Bernabé sembra non aver sortito effetti positivi sul rapporto fra vertici e rappresentanze sindacali. Al di là dei tagli al personale, la scelta strategica della nuova gestione punta, infatti, sulla segmentazione della clientela (invece di mantenere la suddivisione fra fisso e mobile), così da massimizzare l’efficienza ottimizzando aree d’interesse specifico. Ma per Guglielmo Epifani (CGIL) "serve un piano strategico e industriale" volto alla difesa non solo dei posti di lavoro, ma di tutta una azienda di importanza cruciale nel panorama nazionale.

"Non esiste – dichiarava Emilio Miceli il 10 giugno, quando è stato proclamato lo sciopero del 4 luglio – un tavolo sugli esuberi senza discutere prima il piano industriale". Telecom sta rinunciando al suo ruolo sovranazionale acquisizioni annunciate e mai definite e la vendita di asset in Francia lo stanno a testimoniare) e questo non può non avere ripercussioni sui lavoratori e sul Paese. Ma per Bernabé non basta abbassare i prezzi: occorre anche tagliare i costi, altrimenti non ci sono investimenti.

Intanto domani, 9 luglio, ci sarà un nuovo incontro fra sindacati e vertici Telecom, nella speranza di trovare un punto d’incontro, a favore sia dello sviluppo dell’azienda che della riduzione degli esuberi.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento