

Il nuovo protocollo impone al Campidoglio di utilizzare procedure di gara ordinarie e trasparenti, con clausole vincolanti su sicurezza, ambiente e lavoro
Stop a infiltrazioni criminali, lavoro nero e gare al ribasso. Roma cambia passo sugli appalti pubblici.
È stato siglato oggi il nuovo accordo tra il Comune di Roma, i Municipi, la Città metropolitana e i sindacati, con la firma del sindaco Roberto Gualtieri. Un’intesa che punta a garantire trasparenza, legalità e diritti in tutta la filiera dei servizi.
“Più regole e più tutele, meno sfruttamento e meno zone grigie”, sintetizza Nathalie Di Cola, segretaria della Cgil Roma e Lazio, che parla di un “passo avanti decisivo nella qualità del lavoro e nella lotta al dumping contrattuale”.
Il nuovo protocollo impone al Campidoglio di utilizzare procedure di gara ordinarie e trasparenti, con clausole vincolanti su sicurezza, ambiente e lavoro.
Saranno considerate cause di risoluzione immediata la presenza di lavoratori non assunti regolarmente e le violazioni gravi alle norme su salute e sicurezza.
In pratica, chi bara sulle regole o sfrutta i lavoratori verrà escluso dagli appalti pubblici.

Per tenere lontane le infiltrazioni criminali, arriva lo stop al subappalto a cascata, uno dei canali più usati per eludere controlli e abbassare il costo del lavoro.
Tutti gli operatori dovranno inoltre applicare la procedura Inps Mocoa, il sistema di monitoraggio che verifica la congruità occupazionale negli appalti, per evitare manodopera irregolare e sottoinquadrata.
Non sarà un protocollo “di carta”. Una cabina di regia – composta da Comune, sindacati e stazioni appaltanti – si riunirà ogni due mesi per verificare che le regole vengano rispettate.
In arrivo anche una “struttura bando tipo”, modello unico per tutte le gare future, che vincola le aziende ad applicare solo i CCNL firmati dalle organizzazioni più rappresentative.
Stop ai ribassi anomali sul costo del lavoro e massima tutela per chi cambia appalto: niente tagli di personale, niente riduzioni di salario, niente diritti persi.
Non solo regole, ma anche incentivi. Nelle gare verranno introdotti criteri premiali per le imprese che garantiscono occupazione stabile, lotta al part-time involontario e inclusione di donne, giovani e persone con disabilità.
Premi anche per chi investe in formazione e sostenibilità ambientale, rendendo gli appalti pubblici un motore di sviluppo etico e sociale.
“Adesso serve portare questo modello anche nelle società partecipate del Comune – spiega Di Cola – per rendere davvero uniforme il sistema degli appalti e garantire a tutti i lavoratori le stesse tutele”.
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