Assurdi impianti sportivi sulle Terme di Tito

Stefano Deliperi - 25 Febbraio 2019

Riceviamo e pubblichiamo

“Certe volte le assurdità vengono ricercate e realizzate con il lanternino.

A chi verrebbe in mente di realizzare una riqualificazione di impianti sportivi vari in un’area densa di testimonianze archeologiche?

E’ quello che sta facendo il Municipio I “Centro Storico” di Roma Capitale nel parco archeologico-ambientale di Colle Oppio, splendida area verde ricca di testimonianze archeologiche a ridosso del Colosseo, tutelata con vincolo storico-culturale e vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Nel grande comprensorio esteso a nord-est del simbolo di Roma nel mondo, parte integrante del parco archeologico del Colosseo, si conservano, infatti, i resti monumentali delle Terme di Traiano, delle “Sette Sale” (serbatoio di alimentazione delle stesse terme), della Domus Aurea e delle Terme di Tito, che si estendevano in corrispondenza dell’area oggi denominata “La Polveriera” (vi sorgeva un impianto per la produzione e il deposito della polvere da sparo, poi demolito negli anni ’30 del secolo scorso per la realizzazione del parco).

Vi sono da tempo impianti sportivi (calcio, basket, rollerblade) e proprio lì si vuol realizzare il progetto di riqualificazione di impianti sportivi denominato Playground C.O.N.I., che prevede la risistemazione di varie aree sportive nei quartieri romani.

Ottima idea, ma quello è un parco archeologico-ambientale e, come prevedibile, appena avviati i lavori, sono emersi i resti delle Terme di Tito.

Logica e buon senso vorrebbero la revoca delle autorizzazioni (parere positivo condizionato Sovrintendenza Capitolina prot. n. 8424 del 3 aprile 2018; parere positivo condizionato Parco archeologico del Colosseo prot. n. 2262 del 15 dicembre 2017) per gli impianti sportivi, il completamento e la valorizzazione degli scavi archeologici.

Per questo l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, raccogliendo le preoccupazioni di tanti cittadini e appassionati di archeologia, ha inoltrato (25 febbraio 2019) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti al Ministro per i beni e attività culturali, al Sindaco di Roma Capitale, al Direttore del Parco archeologico del Colosseo, al Soprintendente speciale per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, al Municipio I.

Gli impianti sportivi possono essere realizzati altrove, non in un parco archeologico-ambientale di eccezionale valore come quello di Colle Oppio.”

per Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Stefano Deliperi

 

Nelle foto: in alto: Roma, parco Colle Oppio, testimonianze archeologiche delle Terme di Tito emerse dai lavori (feb. 2019); in basso: Roma, Colosseo dal parco di Colle Oppio.


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