Tiburtina Valley, presentato il Masterplan “Net Zero”: fotovoltaico sui capannoni e circolarità idrica per tagliare fino al 40% le bollette delle imprese

Un potenziale di 156 MW di solare sui tetti dei capannoni ed il potenziamento del depuratore di Settecamini per salvare la falda. La scommessa per trasformare la Silicon Valley romana in un polo industriale competitivo a livello continentale

Abbattere il conto delle bollette energetiche per le aziende ad alta intensità tecnologica, mettere al riparo le catene produttive dai rischi di morsa idrica e trasformare il principale polmone manifatturiero e tecnologico della Capitale in una piattaforma industriale a impatto zero.

È la scommessa racchiusa nel Masterplan strategico per la Tiburtina Valley, tassello centrale del progetto europeo “Net Zero Districts” promosso dalla Commissione UE, che vede Roma impegnata in rete con Prato, Parma e Bergamo.

L’elaborato finale – frutto di mesi di verifiche, audit tecnici e rilievi nei capannoni industriali condotti da Roma Capitale in stretta sinergia con Unindustria, Acea ed Areti – è stato svelato in Campidoglio alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, dell’assessora ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini, del presidente del IV Municipio Massimiliano Umberti, del presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, del direttore generale dell’associazione Massimiliano Ricci, della direttrice del Mase Stefania Crotta e del direttore dell’Ufficio Clima capitolino Edoardo Zanchini.

Energia: un gigante solare da 156 MW per abbattere fino al 40% i costi

I dati messi in luce dall’audit energetico disegnano margini di efficientamento enormi per il distretto orientale.

A fronte dei soli 10,5 MW di fotovoltaico attualmente installati su 77 strutture, lo studio mappa una superficie sfruttabile sui tetti delle fabbriche in grado di ospitare oltre 156 MW potenziale, con una resa stimata a regime di quasi 200 GWh all’anno.

L’integrazione tra fotovoltaico, sistemi di accumulo di ultima generazione, partecipazione ai servizi di flessibilità di rete tramite la piattaforma RomeFlex di Areti e comunità energetiche industriali permetterà alle imprese una contrazione immediata della spesa energetica compresa tra il 20% ed il 40%, con tempi d’ammortamento degli investimenti contenuti tra 3 e 8 anni.

Circolarità idrica a Settecamini ed opere anti-calore

Sul fronte delle risorse idriche e fognarie, la strategia punta al riuso sistematico delle acque industriali per spezzare la dipendenza dai pozzi privati e tutelare la falda acquifera. Tra le opere chiave messe in cantiere con Acea Ato 2 figurano:

Infrastrutture di depurazione: il potenziamento strutturale del depuratore di Settecamini ed il completamento della nuova rete fognaria dell’area industriale lungo la via Tiburtina;

Tavolo di coordinamento: l’istituzione di una cabina di regia permanente tra Campidoglio, Acea, Autorità di Bacino e Città Metropolitana;

Contrasto all’effetto isola di calore: interventi di depaving, installazione di pavimentazioni drenanti ed un piano di riforestazione urbana lungo l’asse viario per abbassare le temperature estive.

Gualtieri e Unindustria: «Sostenibilità e competitività per fare grande la città»

«Demolitore di costi per le aziende e scudo contro la vulnerabilità climatica: dimostriamo che la transizione ecologica è la prima leva di competitività economica per attrarre nuovi capitali e creare occupazione qualificata», sottolinea il sindaco Roberto Gualtieri. «Questo quadrante ha tutto per consolidarsi come polo d’eccellenza nazionale ed europea».

Concetto ribadito dal presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo: «Dobbiamo rimettere la politica industriale al centro dell’agenda di governo. Tra aerospazio, difesa, ICT, logistica, Tecnopolo Tiburtino ed il Centro Agroalimentare Romano, questo distretto ha straordinarie potenzialità che vengono oggi amplificate dalle sinergie con il Rome Technopole e con la prospettiva dell’hub di supercalcolo CINECA. Fare della Tiburtina una grande area industriale europea è un traguardo possibile».

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento