

Vertice decisivo in Campidoglio tra il sindaco Gualtieri, la giunta e i vertici di Acea: al via la fase operativa per la rinaturalizzazione del fiume nel tratto tra Ponte Milvio e Ponte dell'Industri
Restituire a Roma l’abbraccio naturale con il suo fiume, trasformando le banchine del Tevere da frontiera urbana trascurata a cuore pulsante e balneabile della vita cittadina.
È la sfida ambiziosa contenuta nel progetto per il risanamento ambientale del corso d’acqua capitolino, entrato ufficialmente nella sua fase operativa dopo la riunione del Tavolo tecnico interistituzionale convocato a Palazzo Senatorio.
Attorno allo stesso tavolo, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, si sono ritrovati tutti i protagonisti di un’operazione destinata a cambiare il volto della Capitale: dalle assessore Sabrina Alfonsi (Ambiente) ed Ornella Segnalini (Lavori Pubblici), ai vertici industriali di Acea con l’amministratore delegato Fabrizio Palermo e il presidente Alessandro Rivera, fino ai delegati della Regione Lazio, della Città Metropolitana, dei Comuni dell’hinterland (Tivoli e Guidonia Montecelio) e agli istituti scientifici di riferimento come Sapienza, ISS, Arpa e Ispra.
Il piano strategico prevede una mobilitazione complessiva di risorse stimate in 400 milioni di euro. Una somma ingente, la cui prima tranche da 130 milioni di euro risulta già pienamente operativa e finanziata: 90 milioni provengono dagli investimenti nel Servizio Idrico Integrato gestito da Acea, 20 milioni sono destinati dal Comune al Masterplan del Parco Fluviale Lineare e altri 10 milioni sono stati allocati con l’ultimo assestamento di bilancio capitolino.
A completare il quadro iniziale figurano i fondi regionali destinati alla sicurezza idraulica ed al Contratto di Fiume dell’Aniene.
Il fulcro degli interventi concentrerà l’attenzione sul tratto cittadino compreso tra Ponte Milvio e Ponte dell’Industria, con l’intento di bonificare i principali collettori e sanare le criticità storiche.
La tabella di marcia stabilita dalle istituzioni si articola in tre tappe fondamentali:
Entro il 2027: completamento del censimento capillare degli scarichi, rilievi idraulici e modellistica della qualità delle acque;
Dal 2028 al 2031: esecuzione delle opere strutturali di risanamento, potenziamento della rete fognaria e della depurazione;
Dal 2031 al 2032: avvio delle prime aree pilota sul fiume ed apertura ufficiale ai primi tratti balneabili per la cittadinanza.
Accanto alle grandi opere infrastrutturali e di ingegneria idraulica già avviate in vari quadranti cittadini (come nei settori Tiburtina e Prato Lungo), un pilastro centrale del progetto sarà rappresentato dalla trasparenza dei dati scientifici.
Attraverso la piattaforma SIITA (Sistema Informativo Integrato Tevere-Aniene), sviluppata dalla Città Metropolitana, le rilevazioni ambientali condotte da Arpa, Ispra e Istituto Superiore di Sanità confluiranno in un unico database digitale, che sarà reso liberamente consultabile da tutti i cittadini.
«Entriamo nella fase operativa di un progetto cruciale per la nostra città — ha commentato il sindaco Roberto Gualtieri —. Aggredire alla radice le cause dell’inquinamento significa restituire ai romani un Tevere pulito, sano e pienamente vivibile, con l’obiettivo concreto di rendere possibile la balneazione in alcune aree selezionate entro il 2032».
Un entusiasmo condiviso anche dall’amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo, che ha ribadito la centralità della capacità industriale del gruppo nel guidare un piano capace di generare ricadute positive non solo sulla Capitale, ma sull’intero litorale e sul tessuto socio-economico del Lazio.
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