

Al via i bandi per ringiovanire l'azienda e potenziare la progettazione. Ecco i profili ricercati
Non solo nuovi bus e treni, ma nuove competenze. Atac si prepara a varare nel 2026 un piano di reclutamento senza precedenti: 1.400 ingressi nell’arco dell’anno, con un’apertura strutturata anche a neolaureati e figure tecniche altamente specializzate.
La municipalizzata del trasporto pubblico romano punta così a rafforzare non soltanto la forza lavoro su strada, ma anche l’ossatura tecnologica e gestionale dell’azienda, in una fase che segue quattro anni di investimenti e risanamento industriale.
Il nodo principale resta il trasporto di superficie. Al 31 dicembre 2025, Atac contava circa 10.200 dipendenti, ma il saldo tra ingressi e uscite è rimasto negativo a causa dei pensionamenti.
Per garantire i chilometri previsti dal contratto di servizio con Roma Capitale, l’azienda ha fissato un obiettivo preciso: 634 nuovi autisti.
Una sfida non semplice, considerando che tra il 2023 e il 2025 erano già state effettuate 1.400 assunzioni, senza tuttavia colmare del tutto la carenza di personale di guida.
Il rafforzamento della flotta, già avviato con l’arrivo di nuovi mezzi, necessita ora di un parallelo potenziamento dell’organico per evitare tagli alle corse e criticità operative.
Accanto agli autisti, Atac guarda al proprio apparato tecnico. Nei prossimi giorni sono attesi i bandi per l’inserimento di professionisti nei settori della progettazione e manutenzione infrastrutturale, dall’armamento ferroviario ai sistemi antincendio, fino al segnalamento metroferroviario e alle reti elettriche.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alle figure esperte in appalti pubblici e opere edili, in vista dei cantieri legati all’ammodernamento della rete e ai progetti finanziati con risorse nazionali ed europee.
La novità più significativa riguarda però l’apertura sistematica ai neolaureati, senza esperienza pregressa. Un cambio di passo rispetto al passato, con l’obiettivo di ringiovanire e innovare la struttura aziendale.
Le selezioni interesseranno ambiti strategici come ICT e sistemi digitali, gestione delle risorse umane (recruiting e payroll), controllo di gestione e acquisti. Spazio anche a profili legati al Safety Management e all’ingegneria dei bus, settori centrali per l’efficienza e la sicurezza del servizio.
Il piano occupazionale si inserisce nella fase finale di un percorso di rilancio che, negli ultimi quattro anni, ha visto investimenti per oltre un miliardo di euro nel rinnovo di autobus, tram e convogli della metropolitana.
Ora la sfida si sposta sul capitale umano. Secondo i dati diffusi dall’azienda, negli ultimi tre anni sono pervenute oltre 7.600 candidature, segnale di una rinnovata attrattività dopo le difficoltà finanziarie del passato.
Per Atac il 2026 si annuncia dunque come un anno cruciale: da un lato la necessità di garantire continuità e qualità del servizio, dall’altro la costruzione di una struttura più solida e tecnologicamente avanzata. Una trasformazione che passa dal volante, ma guarda molto oltre.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.