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Campo nomadi di via Candoni: il Municipio XI sposa il piano del Campidoglio. FdI: “Così non si risolve nulla”

L’aula ha infatti approvato un documento sostenuto dalla maggioranza e dal Movimento 5 Stelle che concorda con il comune per il superamento del “villaggio della solidarietà” entro il 2030

Avevano chiesto un secondo accesso al deposito Atac per mettere fine alle sassaiole. E, soprattutto, uno sgombero secco del “campo nomadi” di via Candoni, da anni vicinissimo alla rimessa degli autobus e considerato dal centrodestra la causa principale dei continui episodi di violenza e incendi.

Il consiglio straordinario convocato nel Municipio XI doveva servire proprio a questo: trovare una soluzione definitiva a una convivenza sempre più difficile.

Ma la seduta, attesissima e chiesta da oltre un anno, si è conclusa con tutt’altro risultato.

L’aula ha infatti approvato un documento sostenuto dalla maggioranza e dal Movimento 5 Stelle che sposa il progetto del Campidoglio per il superamento del “villaggio della solidarietà” entro il 2030, senza blitz né sgomberi immediati.

Un percorso graduale, che punta a ricollocare le famiglie—quasi 300 persone, 115 delle quali minori—attraverso soluzioni abitative che ne garantiscano l’unità e l’inclusione.

Più telecamere, più controlli e cabina elettrica da spostare

Il provvedimento non si limita al tema dello sgombero. L’aula ha chiesto infatti di rafforzare il piano di videosorveglianza attorno al campo e lungo il perimetro del deposito Atac, bersaglio frequente di lanci di sassi contro il personale.

Accolto anche l’intervento richiesto da tempo: spostare la cabina elettrica fuori dal campo, spesso al centro di roghi e danneggiamenti che finiscono per coinvolgere anche l’area circostante.

Sul tavolo, inoltre, la richiesta di potenziare il coordinamento tra Comune, polizia locale, Atac, Ama, Acea e forze dell’ordine, per affrontare in maniera strutturata le criticità dell’area.

Centrodestra insoddisfatto: “Nessuna soluzione vera”

Proprio chi aveva sollecitato il consiglio straordinario si dice oggi il più deluso. Marco Palma, consigliere di Fratelli d’Italia e primo firmatario della richiesta, è durissimo:

“Non hanno affrontato il problema della sicurezza di chi lavora nel deposito né dei bambini del nido aziendale. Hanno ignorato la proposta del secondo accesso e l’impatto dei roghi sulla salute. Questo provvedimento non risolve nulla”.

Diversa la lettura della Lega, che rivendica almeno un parziale cambio di rotta della maggioranza. Per il capogruppo Daniele Catalano:

Finalmente riconoscono che il campo crea insicurezza. Ora si proceda allo sgombero per proteggere i lavoratori”.

Uno sgombero che, però, non ci sarà prima di aver garantito nuove soluzioni abitative a tutte le famiglie, come vuole il piano di Roma Capitale. Un percorso lungo, graduale, destinato a cambiare radicalmente l’area—ma non certo nell’immediato.


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