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Scritta anarchica e minacce sul muro del Municipio III: nel mirino il presidente Marchionne

Atto vandalico nella notte dopo lo sgombero dell'immobile occupato di via Bencivenga. Oggi il vertice con i cittadini

La firma è la classica “A” cerchiata dei movimenti insurrezionali, il messaggio impresso con la vernice spray sulla pietra di piazza Sempione è un gioco di parole dai toni cupi e minacciosi: “Marchi(onne) male”.

Torna a salire la tensione politica e sociale nel quadrante nord della Capitale, dove la storica e complessa vicenda legata all’immobile dell’ex Bencivenga ha innescato un pesante atto intimidatorio contro la sede del Municipio III e la figura del suo presidente, Paolo Marchionne.

Il raid vandalico è scattato nel cuore della notte, a meno di ventiquattr’ore dall’ultimo sgombero della palazzina di via Bencivenga, liberata senza scontri dall’intervento delle forze dell’ordine dopo che un gruppo di attivisti era tornato a occuparne i locali. Un blitz che ha interrotto sul nascere il nuovo tentativo di occupazione, scatenando la reazione dei collettivi radicali.

Il piano di riqualificazione e l’assemblea della svolta

Nonostante il clima pesante e i fumi della protesta, il Campidoglio e il parlamentino di Montesacro non hanno alcuna intenzione di fare passi indietro. Per l’ex Bencivenga, reduce da oltre vent’anni di occupazioni intermittenti, sgomberi e intricate trafile giudiziarie, si apre ora la pagina del dibattito pubblico e della legalità.

Proprio nel pomeriggio di oggi, alle 18, è stata confermata l’assemblea pubblica indetta nella piazzetta antistante lo stabile. L’obiettivo dell’amministrazione è trasformare le macerie della protesta in un percorso partecipato: residenti, comitati di quartiere e associazioni culturali sono stati invitati a confrontarsi per decidere insieme la futura destinazione d’uso dei locali, che il Comune vuole convertire in servizi sociali, spazi espositivi o aule studio per il territorio.

La telefonata di Gualtieri e il coro di condanna della politica

La scoperta della scritta sulla facciata del Municipio ha provocato un’immediata sollevazione da parte di tutte le forze politiche cittadine.

Tra i primi a far sentire la propria voce è stato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha voluto contattare telefonicamente Paolo Marchionne per esprimere la massima solidarietà a nome della giunta capitolina.

Il sostegno al minisindaco del Pd ha assunto i contorni di un fronte unito e trasversale:

La Pisana e il Campidoglio: La consigliera regionale del Pd Emanuela Droghei e il consigliere comunale Riccardo Corbucci hanno condannato duramente il blitz notturno: «Il dissenso non può mai trasformarsi in minaccia o intimidazione, il rispetto delle istituzioni deve rimanere un punto fermo».

L’appoggio delle opposizioni: Messaggi di vicinanza sono arrivati anche dai banchi della minoranza. I consiglieri capitolini della lista Azione, Francesco De Gregorio, Flavia De Santis e Dario Pandolfi, insieme al segretario romano del partito Alessio D’Amato, hanno blindato l’operato del Municipio: «Lo sgombero è avvenuto nel pieno rispetto delle regole democratiche e delle leggi vigenti».

L’atto intimidatorio di piazza Sempione non sposta le lancette dei programmi municipali. Dopo anni di illegalità e muri divisori, il futuro dell’ex Bencivenga ricomincia dal dialogo con il quartiere sano.

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