

Sul futuro dei buoni per la non autosufficienza nel Lazio si addensano nuove preoccupazioni e dal Partito democratico arriva un appello alla Regione
Famiglie appese all’incertezza, caregiver senza risposte e un sostegno che rischia di interrompersi proprio quando ce n’è più bisogno.
Sul futuro dei buoni per la non autosufficienza nel Lazio si addensano nuove preoccupazioni e dal Partito democratico arriva un appello alla Regione perché garantisca risorse e tempi certi per il bando 2026.
A farsi portavoce delle difficoltà di molte famiglie è la consigliera regionale Eleonora Mattia, che da settimane raccoglie segnalazioni da parte di caregiver sempre più in ansia. «Siamo ormai alla fine dell’anno e molti di loro non hanno alcuna garanzia sul prosieguo dell’assistenza», avverte.
I buoni per la non autosufficienza rappresentano un aiuto fondamentale per chi assiste quotidianamente familiari fragili o con disabilità.
Erogati dalla Regione Lazio, consentono di coprire parte dei costi dei servizi di assistenza, con un contributo che può arrivare fino a 700 euro al mese per un massimo di 12 mesi. Una somma che, per molte famiglie, fa la differenza tra riuscire a garantire cure adeguate o dover rinunciare a un supporto essenziale.
Nel 2025 lo stanziamento complessivo è stato di otto milioni di euro, ma il percorso per accedere ai fondi si è rivelato tutt’altro che lineare.
Il bando è stato segnato da rinvii e blocchi, a partire dall’apertura del portale regionale. La finestra inizialmente prevista, dal 28 novembre al 31 gennaio, è slittata più volte: prima al 3 dicembre, poi sospesa a tempo indeterminato.
Quando la piattaforma efamily — la stessa finita sotto i riflettori per il caos dei buoni nido — è stata finalmente riaperta il 13 gennaio, lo è stata solo per poche ore. I fondi si sono esauriti rapidamente, lasciando fuori molti potenziali beneficiari.
Una gestione che ha alimentato frustrazione e timori, soprattutto guardando al futuro. Già lo scorso settembre Mattia aveva presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere chiarimenti. «I buoni costituiscono un contributo ormai essenziale per le famiglie — aveva scritto — perché permettono a chi è impegnato h24 nell’assistenza di ricevere un aiuto concreto».
A distanza di mesi, però, lo scenario non sembra essere cambiato. «Siamo arrivati a dicembre e nulla è stato chiarito — sottolinea oggi la consigliera —. Continuano ad arrivarmi segnalazioni e centinaia di famiglie denunciano l’assenza totale di notizie sul bando 2026».
Da qui l’appello alla Regione Lazio: «È urgente che batta un colpo e dia risposte chiare, garantendo risorse e tempi certi per un contributo fondamentale per le persone fragili e per le famiglie di Roma e del Lazio che ogni giorno si prendono cura dei propri cari».
Una richiesta che arriva mentre l’anno si avvia alla chiusura e per molti caregiver l’incertezza rischia di trasformarsi, ancora una volta, in emergenza quotidiana.
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