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Casa-2026: il diritto all’abitare unisce l’Italia

Da Milano a Firenze il SUNIA lancia l'allarme e reclama un nuovo Piano Casa

Si sono tenute oggi, 4 giugno 2026, in contemporanea a Milano e Firenze due grandi assemblee interregionali promosse dal SUNIA (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari) per affrontare una delle crisi sociali più acute del Paese e avanzare risposte pubbliche e strutturali all’emergenza abitativa.

Le due iniziative hanno mobilitato parallelamente la Cgil, i rappresentanti istituzionali, Comuni e Regioni, il mondo della cooperazione del Nord e del Centro Italia e il Politecnico di Milano.

A Milano, presso la Camera del Lavoro Metropolitana, si è discusso del tema “Casa-2026: Diritto all’abitare – Emergenza, Analisi, Proposte” focalizzando l’attenzione sulle regioni settentrionali, riunendo le strutture di Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Trentino A.A., Friuli V.G.

A Firenze, presso il Salone Placido Rizzotto della CGIL Toscana (via Pier Capponi 7), l’assemblea interregionale ha riunito le strutture di Emilia Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria sotto la parola d’ordine: “Nuovi bisogni e risposte pubbliche. Oltre l’emergenza per politiche abitative strutturali. Verso un nuovo Piano Casa”.

Da entrambe le assemblee è emerso un grido d’allarme univoco contro il Piano Casa del Governo e del ddl per accelerare gli sfratti che non affronta la necessità di garantire una risposta in affitto a canoni sostenibili, un rilancio dell’edilizia pubblica e sociale e non la sua dismissione, la conferma dei poteri ai Comuni e alle Regioni in materia di politiche urbanistiche e non ai commissari come previsto dal Decreto, e non alla creazione di fondi immobiliari che non garantiscono affitti sostenibili ma strizzano l’occhio alla speculazione immobiliare.

Questo Piano Casa non garantisca l’accesso alla casa a studenti, lavoratori e famiglie a basso reddito, schiacciati dal caro-affitti, dalla carenza di alloggi pubblici e dalla deregolamentazione delle locazioni brevi nelle grandi città d’arte e universitarie.

Non si può più rispondere con interventi tampone, serve un cambio di paradigma che rimetta al centro il welfare pubblico e investimenti pubblici e strutturali.

Dalle assemblee tenute dal SUNIA a Milano e a Firenze vengono individuate le priorità di un nuovo Piano Casa:

• recupero reale del patrimonio ERP esistente non la sua dismissione;

• rifinanziamento del fondo sostegno affitti;

• interventi fiscali per favorire la locazione stabile;

• riforma delle locazioni private;

• una legge quadro sull’edilizia residenziale pubblica;

• utilizzo degli alloggi privati sfitti;

• confronto con i sindacati degli inquilini, dei lavoratori e con tutte le parti sociali.

Invece il Governo continua a destinare risorse a fondi e operatori privati, marginalizzando gli enti pubblici ex IACP, che dispongono delle competenze necessarie per realizzare e recuperare alloggi sociali a canone sostenibile.

Il SUNIA chiede al Governo un cambio di passo non più rinviabile perché senza un’abitazione stabile e accessibile crolla ogni altra certezza: non c’è diritto allo studio, non c’è stabilità nel lavoro, non c’è dignità per la persona e chiede al Governo l’immediata convocazione degli Stati generali per la casa per un ampio confronto con tutte le forze sindacali, sociali, imprenditoriali e cooperative e del terzo settore per condividere un nuovo Piano Casa e nuove politiche abitative nel nostro paese.

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