Ciocchetti Marmi, dal 1950, quando Colli Aniene ancora non c’era

In via degli Alberini 44 la storia di un’impresa capace di eseguire qualsiasi commessa dalla più semplice alla più complessa e raffinata
Vincenzo Luciani - 5 Giugno 2021

“La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’. Senza crisi non c’è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze” 
Albert Einstein, 1931.

Questa citazione posta in esergo nel sito di Ciocchetti Marmi srl ci ha colpito particolarmente, dato il periodo che stiamo attraversando e del quale non abbiamo potuto non conversare brevemente con Giovanna Suadoni che ha raccolto l’eredità di William Ciocchetti, il fondatore della ditta, in apertura di questa intervista.

Quando è nata e come si è sviluppata la vostra azienda?

L’anno di nascita è il 1950. Ma anche prima degli anni 50 eravamo impegnati nel modo delle cave e dei marmi. In via degli Alberini 44, all’inizio, c’era un deposito, poi è stata istallata una segheria e successivamente macchinari sempre più moderni grazie ai quali si è evoluta la nostra produzione.

La storia di Ciocchetti Marmi srl inizia quindi nel 1950, prima del boom economico, in una Roma che, come il resto d’Italia, iniziava a ricostruire se stessa. In questi 71 anni di esperienza abbiamo lavorato con tenacia e passione, fino a far diventare il nostro laboratorio uno dei più attrezzati di Roma, dotandolo di macchine elettroniche a controllo numerico gestite da personale altamente qualificato, con una importante tradizione nella lavorazione della pietra. In passato il marmista trasformava esclusivamente i materiali naturali, dagli anni ’90 la gamma si è notevolmente ampliata, ai materiali naturali si sono aggiunti quarzi ricomposti, marmo cemento fino ad arrivare ai più moderni dekton e gres porcellanato in grandi formati.

Come avrà potuto notare, nell’ampio piazzale adiacente al nostro showroom ci sono materiali tradizionali, come il Carrara, il Travertino, il Peperino e tanti prodotti esclusivi come la Pietra Fossile, il Bronze Amani, il Brown Antique, il Matrix, le Ardesie nazionali e di importazione. Grazie alla tecnologia e all’esperienza acquisita nel tempo, noi di Ciocchetti Marmi lavoriamo su superfici di ultima generazione, continuamente alla ricerca di nuovi materiali da proporre.

Quali le ragioni e il segreto del vostro successo?

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L’azienda aveva un nome ed una reputazione che negli anni l’ha avvantaggiata. L’acquisto di macchinari ha consentito di fare nuove lavorazioni e di abbattere i costi

La nostra forza è poter eseguire qualsiasi commessa dalla più semplice alla più complessa e raffinata. Riforniamo privati, soggetti pubblici, chiese, teatri, alberghi, università e grandi aziende. Siamo, inoltre, fornitori della Santa Sede e della Opera Pia Spagnola in Italia.

I marmi sono per noi come le stoffe per un sarto. Diamo forma e colore ad ogni esigenza, bisogno o desiderio. Professionisti specializzati sono tutti i giorni al vostro servizio per garantire risultati di qualità.

All’interno del nostro showroom, c’è un’esposizione permanente di opere di artisti italiani tra i quali la pittrice Annamaria Papalini, il mosaicista Costantino Buccolieri, gli scultori Alessandro Di Cola, Valerio Capoccia, Mario Gualandri, Pat.

Come ricorda il quartiere al momento della fondazione della ditta?

Noi Colli Aniene l’abbiamo visto nascere. In origine, molto prima che diventasse un quartiere c’eravamo solo noi e la bottega di un falegname che oggi non c’è più. Al suo posto c’è l’Ama. Colli Aniene con gioia l’abbiamo visto nascere e formarsi, giorno dopo giorno e anno dopo anno ed è un bel quartiere per certi versi invidiabile.

Come si son evoluti i comportamenti dei clienti?

La nostra clientela è sempre stata composta da imprese e da privati, non notiamo diversità nei comportamenti. Oggi c’è crisi e si lavora molto meno, diciamo che si sopravvive. Comunque il calo di lavoro risale all’inizio del secondo decennio del Duemila e speriamo vivamente che, superato questo maledetto Covid le cose riprendano e ripartano con rinnovata energia.

 

Ce lo auguriamo anche noi che si avveri l’auspicio di Einstein e che, dopo la crisi, emerga “il meglio di ognuno”, quello nostro e di tutti gli italiani.

 


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