

La cerimonia conclusiva del XXXIX Incontro internazionale di Preghiera per la Pace, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio
Il cuore di Roma si è fatto ancora una volta palcoscenico universale di pace. Davanti al Colosseo, simbolo di una città millenaria e di un’umanità ferita ma resiliente, si è svolta nella giornata di ieri 28 ottobre, la cerimonia conclusiva del XXXIX Incontro internazionale di Preghiera per la Pace, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio.
Alla presenza di Papa Leone e del Sindaco Roberto Gualtieri, i leader religiosi di tutto il mondo hanno pregato insieme, uniti dall’appello per la fine dei conflitti che insanguinano il pianeta.
Il Pontefice, accolto da un lungo applauso, ha pronunciato parole forti e commosse:
“Basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, distruzioni, esuli. Mai la guerra è santa: solo la pace è santa, perché voluta da Dio.”
Un messaggio chiaro, rivolto a un mondo segnato da guerre vecchie e nuove, dal Medio Oriente all’Ucraina, e che a Roma trova un luogo di riflessione e speranza.
Il sindaco Gualtieri, presente alla cerimonia insieme ai rappresentanti delle diverse confessioni religiose, ha ricordato come “Roma, città del dialogo e della pace, si riconosce ancora una volta come capitale morale e spirituale di un’umanità che cerca concordia e giustizia”.
L’incontro, che da quasi quarant’anni riunisce religioni e popoli nel solco dello spirito di Assisi voluto da Giovanni Paolo II, si è concluso con l’accensione delle fiaccole della pace davanti all’anfiteatro Flavio — un gesto semplice ma potente, che ha illuminato la notte romana con la luce del dialogo e della speranza.
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