

Le opere di Agostino Iacurci fanno parlare bene del quartiere troppo spesso protagonista della cronaca nera
Il 30 maggio mattina presso il centro culturale Aldo Fabrizi a San Basilio si è svolta la conferenza stampa di chiusura del progetto “Sanba”.
Due gli artisti coinvolti nel progetto, lo spagnolo Liqen e l’italiano Agostino Iacurci che hanno realizzato quattro opere su altrettante facciate degli edifici messi a disposizione dall’Ater.
Il primo a prendere parola è stato Simone Pallotta del Team Walls, curatore ed ideatore di ‘Sanba’: “Questo luogo era l’ideale per far partire questo progetto che può essere riproposto in diverse periferie. Tutta la popolazione di San Basilio ci è venuta ad incontrare qui sotto ai muri durante questa esperienza”.

Effettivamente facendo un giro per le strade abbiamo riscontrato un certo entusiasmo per un’iniziativa che impreziosisce una periferia problematica come quella di San Basilio.
Diverse persone ci hanno raccontato di come non abbiano esitato a dare il loro consenso per la realizzazione dei murales.
Il Presidente del Municipio IV, Emiliano Sciascia, nel suo intervento ha dichiarato: “Nei giorni scorsi ho ascoltato i racconti degli abitanti entusiasti dei colori che hanno ravvivato i muri grazie a Sanba.
San Basilio in questo modo è agli onori della cronaca nazionale non solo per fatti negativi come nei giorni scorsi e sono questi i colori del quartiere che vogliamo mostrare.”

Oltre ai quattro murales è sorta una “Stazione Sanba” adiacente al circolo bocciofilo.
E’ stato un modo molto creativo per togliere dal degrado uno spazio comune e per fare un po’ di ironia sul servizio metropolitano del quartiere, insomma, adesso anche San Basilio ha la sua metropolitana.

E’ importante dire che molte scuole sono state al centro del progetto come l’Istituto Fellini e l’Istituto Gandhi, coinvolgendo alunni di diverse età (9/10 anni, 12/13 anni, 17/18 anni) con mansioni adeguate alle varie generazioni.
Proprio i bambini dell’Istituto Gandhi hanno creato delle mattonelle contenenti dei pensieri che sono state affisse sul muro della parrocchia.
Dopo la conferenza siamo riusciti ad intervistare in esclusiva l’artista Agostino Iacurci.
Quanto è difficile far arrivare il messaggio di un’opera ai cittadini?
“Non lo so, ma non è tanto importante per me, la cosa veramente importante e positiva è che arrivi la visione, in modo tale che l’opera si arricchisca della libera interpretazione, l’opera è riuscita per me se riesce ad impreziosirsi di questo.”
L’hanno già contatta per altri lavori da realizzare in altre periferie di Roma?
“C’è stato qualche contatto ma per il momento nulla di ufficiale.”
Cosa l’ha colpita del quartiere durante i lavori?
“La qualità delle relazioni, un territorio sicuramente preparato con molto interesse per le opere.”
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