

Il cambio di fronte assume un valore simbolico ancora più forte per la zona della Garbatella, dove l’adesione alla destra era fino a ieri considerata un’eresia politica
Eleonora Talli Giottoli volta pagina. E lo fa con un gesto che scuote gli equilibri politici del Municipio VIII: la consigliera più votata del centrosinistra alle ultime elezioni – 560 preferenze nel 2021 – lascia il Partito Democratico e approda in Fratelli d’Italia. Una mossa clamorosa non solo per il peso politico della consigliera, ma anche per il luogo in cui avviene: la rossa Garbatella, quartiere simbolo della sinistra romana e zona d’origine della premier Giorgia Meloni.
Una scelta che segna una frattura profonda con il passato e che affonda le radici in uno scontro ormai insanabile con il gruppo dirigente del Pd locale.
Ora, quel malessere si è trasformato in una decisione politica definitiva. Da venerdì il passaggio a Fratelli d’Italia è ufficiale.
“La scelta di Eleonora Talli rafforza la nostra presenza nel territorio e porta con sé una figura politica di grande esperienza e profondi valori umani”, ha dichiarato Marco Perissa, presidente della federazione romana di FdI, accogliendola nel partito.
Parole subito rilanciate dal consigliere capitolino Federico Rocca, che legge l’adesione della consigliera come un segnale politico forte:
“Il suo ingresso dimostra quanto il Partito Democratico si stia allontanando da quei valori democratico-cristiani che un tempo convincevano anche i moderati. Oggi è un partito sempre più radicale e autoreferenziale”.
Ma al di là dei comunicati, dietro il cambio di casacca c’è una storia personale e politica dolorosa. Eleonora Talli, oggi al terzo mandato in Municipio VIII, racconta di essere stata messa da parte dalle stesse persone che avrebbero dovuto valorizzarla.
“Sono stata la più votata del Pd, ma non ho avuto nemmeno la dignità di una telefonata. La Giunta è stata formata nelle stanze chiuse, e io l’ho scoperto dai social. Nessuno mi ha proposto la presidenza del Consiglio municipale, nemmeno un ruolo secondario. Solo silenzi e mancate risposte”, scrisse all’epoca.
Un’accusa pesante, rivolta non solo alla dirigenza municipale, ma all’intero metodo di gestione del potere nel Pd romano, troppo spesso dominato – denuncia – da logiche di corrente e giochi interni.
Da qui, l’allontanamento progressivo. Prima lo sfogo, poi il gelo, infine il distacco. Oggi, la rottura è completa.
“La costituzione della Giunta dell’VIII Municipio è avvenuta nelle stanze segrete ed io come prima degli eletti che aspiravo inizialmente ad un riconoscimento pari alla nomina di assessora, l’ho scoperta sui social network”. E “dal fuoco amico – ha aggiunto Talli che rimane una semplice consigliera – non mi è stata riconosciuta nemmeno la carica di presidente del consiglio municipale”.
Il cambio di fronte assume un valore simbolico ancora più forte per la zona della Garbatella, dove l’adesione alla destra era fino a ieri considerata un’eresia politica. Ma oggi, anche in questo storico bastione rosso, il vento pare cambiato.
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