

Ater Roma bonifica una discarica abusiva e crea un’oasi verde
Fino a un anno fa, quel fazzoletto di terra affacciato sulle sponde dell’Aniene, nel cuore del IV Municipio, era l’ennesimo monumento al degrado della periferia romana: una discarica abusiva nascosta tra i rovi, soffocata da detriti, rifiuti ingombranti e sversamenti illeciti.
Ieri pomeriggio, in concomitanza con la Giornata Mondiale delle Api, quello stesso spazio a Ponte Mammolo è rinato sotto forma di un’oasi ecologica unica nel suo genere.
L’Ater Roma ha infatti completato una profonda opera di bonifica di un terreno di sua proprietà, riconvertendolo in un apiario urbano che unisce la salvaguardia ambientale al riscatto sociale del quartiere.
L’eccezionalità del progetto risiede nella singolare carta d’identità dei suoi laboriosi abitanti.
Le colonie di api che da oggi popolano le arnie di Ponte Mammolo non sono state acquistate sul mercato, ma rappresentano il frutto di decine di complessi interventi di salvataggio effettuati nei mesi scorsi.
Si tratta di sciami che avevano spontaneamente nidificato all’interno degli stessi complessi di edilizia residenziale pubblica gestiti dall’azienda: dalle intercapedini dei tetti ai cassonetti delle tapparelle, fino agli spazi comuni dei lotti popolari.
Invece di procedere a disinfestazioni chimiche ed eliminare gli insetti, l’Ater ha scelto la via del recupero faunistico, trasformando una problematica condominiale in una risorsa per l’ecosistema cittadino.
Il nuovo insediamento non sarà soltanto un rifugio protetto per gli insetti impollinatori, ma un vero e proprio laboratorio scientifico a cielo aperto.
Sotto la stretta sorveglianza e la cura di un apicoltore esperto, l’apiario permetterà di monitorare costantemente i parametri vitali e comportamentali delle famiglie ospitate.
I dati tecnici così raccolti saranno fondamentali per la tutela, la conservazione e lo studio della pregiata razza di ape italiana, un ecotipo particolarmente apprezzato a livello internazionale per la sua docilità e produttività, ma oggi fortemente minacciato dai mutamenti climatici, dall’urbanizzazione e dall’uso massiccio di agrofarmaci.
Il taglio del nastro ha visto una massiccia partecipazione istituzionale, a testimonianza del valore urbanistico e sociale della misura.
Per l’Ater Roma è intervenuto Claudio Marsilio, dirigente del Servizio Manutenzioni, mentre per la Regione Lazio hanno partecipato gli assessori Pasquale Ciacciarelli (Politiche Abitative) e Fabrizio Ghera (Tutela del Territorio e Ciclo dei Rifiuti), affiancati dai vertici del IV Municipio, guidati dal presidente Massimiliano Umberti e dall’assessora alla Scuola Annarita Leobruni.
L’obiettivo del progetto è duplice: trasformare la gestione ordinaria delle case popolari in un’esperienza concreta di educazione civica e promuovere la cultura ecologica sul territorio.
I veri protagonisti della mattinata inaugurale sono stati, non a caso, gli oltre cento studenti delle scuole del quartiere.
Accompagnati dagli apicoltori, i ragazzi hanno partecipato a speciali lezioni sul campo, scoprendo da vicino il ruolo cruciale che questi piccoli insetti rivestono per la conservazione della biodiversità e per la nostra stessa sicurezza alimentare.
Un piccolo presidio di legalità e natura che sottrae le sponde dell’Aniene all’abbandono, offrendo un modello replicabile di economia circolare applicato al tessuto urbano.
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