Eco di Fata e il coronavirus spiegato ai bambini

A Garbatella, in via M. Tamburini 10, la libreria è comunque aperta sebbene abbia sospeso i laboratori
Patrizia Artemisio - 9 Marzo 2020

I bambini vogliono sapere perché. Proprio all’alzarsi del sipario sul nostro sconcerto e nell’inchino profondo del nostro timore davanti al re dei virus, abbiamo dovuto renderne conto. Lo abbiamo fatto mettendo alla realtà il vestito della favola, affinché quest’ultima possa giustificare i nostri limiti nel decifrare il mondo.

Così se ne vanno in giro adesso sul web e sui social, uno gnomo Gelsomino che dal sito https://www.giocabosco.it parla di “una cosa che non si vede ma esiste”, un Coronello, virus birbantello, che per andare lontano usa il canale della “gentilezza”, di Ilaria Flauto su https://www.tuttoscuola.com, uno scienziato volante che si presenta su un enorme drone a due eliche, di Federico Dalla Rosa e disegnato dal fumettista Valentino Villanova (https://kidpass.it), ed altri strani personaggi.

Il fatto è che non si trovano al solito posto, cioè nei libri illustrati con le pagine pop up e la copertina colorata, affacciati agli scaffali delle librerie per bambini. A Garbatella, in via M. Tamburini 10, la libreria Eco di Fata è comunque aperta sebbene abbia sospeso i laboratori.
Il 9 marzo 2020 la titolare, Francesca Proietti, spiega così questo periodo: “la libreria è un luogo di incontro, di condivisione e di scambio.
I primissimi giorni ci hanno chiamato in molti per chiedere se avessimo pensato ed organizzato eventi per coinvolgere i bambini. Purtroppo per decreto ministeriale, non potendo garantire il metro di distanza di sicurezza, abbiamo dovuto annullare tutti gli eventi già programmati e quelli in via di programmazione. I bambini sembrano sereni, felici di poter trascorrere un po’ di tempo lento accanto ai propri genitori.
In questi giorni sono tornate a trovarci famiglie intere che per motivi di organizzazione settimanale era un po’ che non vedevamo. I genitori cercano libri e giochi ‘diversi’ da portare a casa.
Chissà, forse il Coronavirus ci farà capire quanto siano importanti per i bambini i momenti condivisi piuttosto che tante frenetiche attività.”

Che tipo di eventi organizzavate prima del DPCM e qual era il più seguito?

“Organizziamo incontri di lettura ad alta voce, presentazioni di libri, laboratori di musica e di teatro, di disegno, spettacoli di teatro, corsi di formazione per adulti e insegnanti. Non c’è un evento più seguito di un altro. Abbiamo sempre avuto una buona risposta.
Ascoltiamo le richieste dei nostri lettori e proviamo a rispondere seguendo sempre il principio della qualità e dell’originalità.”

Quanto leggono i bambini?

“Abbiamo notato un notevole interesse e avvicinamento alla lettura da parte di famiglie giovani.
Molte sono le mamme e i papà con i piccoli che entrano in libreria ed amano leggere e sostare in libreria anche quando non ci sono eventi a loro indirizzati.
C’è una grande attenzione alla lettura ad alta voce che è ben accetta da tutti.
La lettura è un piacere faticoso, richiede attenzione e concentrazione e riscontriamo spesso un lieve calo di interesse nei bambini frequentanti la scuola primaria di primo grado”.

Proponete un angolo per il bookcrossing, come hanno accolto i bambini questa iniziativa?

“Si. Con piacere abbiamo aderito all’iniziativa ‘Biblioteca a cielo aperto’ dell’VIII Municipio. I bambini sono contenti di prendere e lasciare un libro, lo fanno sempre con molto entusiasmo”.

Videogames contro libri, chi vince?

“Secondo noi non è uno scontro e non dovremmo cercare neanche un vincitore o un vinto. Possiamo raccontare solo la nostra esperienza: negli incontri di lettura condivisa ad alta voce abbiamo sempre constatato l’attrazione verso l’oggetto libro e di conseguenza verso le storie narrate”.

Così spieghiamo anche il successo dell’iniziativa Lezioni sul sofà, https://www.lezionisulsofa.it/, autrici e autori di libri contro il coronavirus, che scacciano la noia dei bambini costretti a stare in casa.

Ed è per loro che chiudiamo in rima con Jolanda Restano:

(..)Devo far

la quarantena,

ma non devo

darmi pena:

passerà

quest’emergenza

devo solo

aver pazienza.

 

C’è la scienza

che ci aiuta

preparata e

avveduta.

E tu, virus,

infingardo,

resterai solo

un ricordo!

 

Patrizia Artemisio


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