Ferrital, dall’arte dei ‘facocchi’ alla ferramenta, agli articoli alternativi

La storia e l'evoluzione di un’impresa di Tor Sapienza che prende il via nel lontano 1920
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 25 Agosto 2012

Ferrital ovvero dall’arte dei ‘facocchi’ alla ferramenta, agli articoli alternativi. Siamo in via di Tor Sapienza 26 a colloquio con Alfredo Di Fante per conoscere una storia che parte da molto lontano.

Può raccontarci la storia della sua attività?

Prende il via nel 1920 grazie alla famiglia Spoletini, una delle più importanti del quartiere nel settore del commercio. In un primo momento era dedita alla costruzione di carri per il trasporto (i “facocchi”, come venivano allora chiamati). In seguito l’azienda si è evoluta con la vendita di materiali per la costruzione e manutenzione dei carri stessi, presentando così le prime caratteristiche di una ferramenta.

A renderla una ferramenta vera e propria ci ha pensato nel 1960 il signor Bongaro, quando prese le redini dell’attività mantenendole sino al 1969. Nel giugno di quell’anno sono subentrato io, e con me, si è venuta a creare la Ferrital Srl acquisendo in maniera definitiva la conformazione di negozio di ferramenta e casalinghi.

Cosa è cambiato con il suo arrivo nell’azienda?

La vera svolta è arrivata alla fine degli anni ’80 quando ritenni opportuno dedicarmi alle piccole e medie imprese artigiane ed industriali occupandomi del campo della sicurezza sul lavoro, prima ancora dell’introduzione della legge 626. Associai alla vendita dei consueti articoli da ferramenta, quella di dispositivi per la sicurezza, creando un’area commerciale parallela e completamente a sé stante ben presente sul territorio.

Una decina d’anni fa inseguendo una mia grande passione smisi il discorso dei casalinghi anche per non lasciarmi travolgere dalla concorrenza della grande distribuzione. Mi sono indirizzato invece sulla vendita di articoli alternativi puntando sull’esclusività e sulla preparazione. Dall’antica coltelleria alle riproduzioni di armi storiche, una grande evoluzione visto che questi articoli sono da alcuni anni sbarcati on line, una vendita a livello globale (www.azlame.it). Riforniamo numerosi e diversificati clienti, dalle scuole di danza del ventre alle grandi produzioni cinematografiche.

Quale il segreto del successo della Ferrital Srl?

Dipende da diversi fattori: uno dei più importanti è l’empatia che si crea tra il commerciante e il cliente, bisogna avere una predisposizione e una passione per districarsi tra centinaia di articoli fornendo una buona consulenza sulle modalità d’uso e instaurando quel rapporto di fiducia, qualità che non è possibile trovare in un centro commerciale, dove il rapporto è molto impersonale.
È necessario, inoltre, conoscere le basi del commercio per mantenere una soglia di prezzo tale da far sì che il cliente rimanga fedele e con l’individuazione di buoni canali di vendita.

Come si presentava il quartiere quando ha rilevato quest’attività?

L’ ambiente circostante era quello dell’agro romano, quindi con tutti i problemi e le caratteristiche tipiche di un territorio ancora poco sviluppato: mancavano soprattutto dei buoni collegamenti con il centro della città.

Le attività commerciali non erano quelle presenti oggi, Tor Sapienza era una zona dove delle famiglie avevano intrapreso attività artigiano-industriali in un nucleo abitativo molto ristretto molto simile a quello di un paesino all’interno della città, abitato soprattutto da migranti provenienti da Marche, Abruzzo e paesini limitrofi.

In seguito Roma si è ingrandita e con essa le attività commerciali sono mutate anche a causa dell’avvento della globalizzazione, adeguandosi alle comuni caratteristiche di mercato e quindi le persone soprattutto quelle anziane potevano trovare quello che gli occorreva sotto casa senza fare “viaggi” negli altri quartieri.

Con l’evolversi di questa situazione si sono verificati diversi fenomeni come il cambiamento dello stato sociale e l’avvento del flusso migratorio con l’arrivo degli extracomunitari, uno strato sociale composto da persone che lavorano e sono molto apprezzate dalla comunità di Tor Sapienza e che sono diventate anche un nuovo bacino di clientela, ancor più degli italiani stessi.

Vuole parlarci dell’associazione commercianti di Tor Sapienza in cui lei è molto impegnato?

Questa associazione, di cui sono uno dei responsabili, si è venuta a ricreare da circa un anno e possiamo dire che al momento rappresenta una delle presenze radicate sul territorio, ovviamente dopo la parrocchia San Vincenzo De Paoli.

Venne fondata per la prima volta vent’anni fa per arginare la nascita di Porta Portese Est all’interno dell’area del Centro Carni con un avvio importante, dato che contava al suo interno ben 60 attività commerciali. Purtroppo però questa realtà ha avuto un crollo arrivando ad avere solo 15 associati, da qui la mia decisione di risalire la china, con la collaborazione di altri commercianti e di ridare vita a questa associazione.

Non con poche difficoltà abbiamo rifondato l’associazione commercianti Tor Sapienza divenuta nuovamente protagonista della realtà commerciale del quartiere con 115 associati, ben organizzata e suscettibile di miglioramenti.

Tutto questo perché penso davvero che il commercio sia l’anima di un territorio, nel bene e nel male. Noi vogliamo lottare contro la massiccia presenza dei centri commerciali, con la creazione del secondo centro commerciale naturale del VII municipio dopo quello di via dei Castani che però è ancora fermo per via dei lavori della Metro C.


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