

Approvato il bilancio 2025: il patrimonio sale a 1,948 miliardi. Dal "Progetto Cuore" con il Gemelli alle mostre di Picasso e Dalí al Museo del Corso, fino al riscatto sociale di Corviale e Montespaccato
Un colosso della filantropia privata che continua a macinare risorse, trasformando la solidità dei propri investimenti in una rete di protezione e sviluppo per una Capitale sempre più affamata di welfare.
Fondazione Roma archivia il bilancio di esercizio 2025 con numeri da record, consolidando il proprio ruolo di motore economico parallelo a quello pubblico.
Il patrimonio complessivo dell’ente di Palazzo Sciarra è salito alla cifra monstre di 1,948 miliardi di euro, mettendo a segno una crescita di 25 milioni rispetto all’anno precedente.
I dati contabili approvati certificano la salute finanziaria dell’istituto: i proventi complessivi hanno toccato quota 106,3 milioni di euro, generando un avanzo di esercizio superiore ai 74,6 milioni.
Numeri blindati che, come spiegato dai vertici, permetteranno di programmare interventi strutturali a lungo termine sulla città. Solo nell’ultimo anno, la Fondazione ha riversato sul territorio romano e laziale ben 45 milioni di euro di erogazioni dirette.
La fetta più imponente delle risorse erogate, pari a oltre 25 milioni di euro, è andata a sostenere il sistema sanitario locale.
Il fiore all’occhiello dell’ultima programmazione è il “Progetto Cuore”, una maxi-collaborazione strategica avviata con il Policlinico Gemelli per ridisegnare i protocolli di prevenzione e cura delle patologie cardiovascolari attraverso macchinari di ultima generazione e modelli di assistenza domiciliare.
La sanità della Fondazione guarda però anche oltre i confini regionali, finanziando la cooperazione internazionale in Africa, Ecuador e Nepal.
Sul fronte dello sviluppo tecnologico, spicca l’ingresso dell’ente nel fondo Deep Blue Ventures, un’operazione mirata a finanziare le startup della Space Economy nel Lazio, accompagnata da una partnership con la Bcc Castelli Romani per traghettare le piccole e medie imprese verso la transizione ecologica.
Non c’è solo la scienza nel portafoglio di interventi della Fondazione. La cultura si conferma un asse portante: le sale del Museo del Corso hanno registrato numeri importanti grazie alle grandi mostre dedicate a Pablo Picasso e Salvador Dalí, mentre per sostenere lo spettacolo dal vivo è stato istituito il nuovo Premio “Gigi Proietti”, nato per lanciare i giovani talenti artistici romani.
I fondi hanno poi raggiunto i presidi sociali più fragili della periferia romana, dove la carenza di servizi si fa sentire maggiormente.
Accanto al supporto storico garantito alla Caritas capitolina, l’ente ha finanziato i progetti di inclusione giovanile attraverso lo sport, sostenendo realtà simboliche come l’Asd Montespaccato e il Calciosociale di Corviale, oltre a lanciare un programma di sussidi con la Uil destinato alle famiglie dei lavoratori vittime di infortuni mortali.
«Siamo riusciti a rafforzare la nostra dote patrimoniale senza mai perdere di vista la nostra missione storica», ha dichiarato il presidente di Fondazione Roma, Franco Parasassi. «Il nostro obiettivo è trasformare i dividendi finanziari in opportunità sociali concrete per la collettività». Una linea ribadita dal direttore generale Vincenzo Dicembre: «La consistenza patrimoniale raggiunta è la vera garanzia per il futuro di Roma, perché ci permette di pianificare grandi opere pluriennali in un’epoca in cui le risorse pubbliche sono purtroppo sempre più limitate».
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