Forte Bravetta: monumento della Resistenza romana occupato dai mezzi dell’AMA

Monta la polemica in zona e Athos De Luca ha presentato un’interrogazione urgente al Sindaco Alemanno
di Franco Leggeri - 11 Maggio 2009

1- Il Presidente del XVI Municipo Bellini durante la cerimonia del 27 aprile 2009. 2- Monumento Epigrafe dei Martiri di Forte Bravetta. 3- Don Giuseppe Morosini.

Cosa sta succedendo a Forte Bravetta? Perché l’area è stata occupata dai mezzi dell’Ama?

“E’ un luogo sacro, sarebbe come mettere un mercato sulle Fosse Ardeatine”. Questa è la dichiarazione di Elio Tomassetti, del comitato Forte Bravetta, che sintetizza tutto il valore del Forte Bravetta.
“Non lo accettiamo neanche provvisoriamente. Il Forte deve essere aperto a noi cittadini e essere sede di associazioni culturali. Siamo pronti ad andare al Forte insieme alla Istituzioni locali e al circolo PD Pisana-Bravetta per rivendicare le nostre richieste.” Ha dichiarato il Comitato Forte Bravetta.

Il Vice-Presidente della Commissione capitolina Ambiente, Athos De Luca ha presentato un’interrogazione urgente al Sindaco Alemanno: ”Per conoscere in base a quale decisione questo prestigioso e simbolico monumento alla Resistenza e della storia della città sia stato consegnato all’AMA”.

"Una scelta inaudita, incomprensibile. Niente più area fruibile, niente più centro della Memoria in ricordo dei partigiani fucilati in quel luogo – lo dichiara in un comunicato Massimiliano Ortu, Capogruppo del PRC e Vice Presidente del Consiglio del Municipio RomaXVI – evidenetemente il Sindaco sta facendo marcia indietro rispetto agli impegni presi, proprio perché deve correre dietro ai voleri di alcuni esponenti locali del Pdl che si sono dissociati pubblicamente dalla proposta di realizzare a Forte Bravetta il centro cullturale polivalente per la memoria con la fruibilità del parco circostante. Per meri motivi di accanimento ideologico contro un luogo simbolo, al pari di Via Tasso e delle Fosse Ardeatine, dei martiri caduti per la liberazione di Roma dal nazi-fascismo, si preferisce fare una scelta che oltre ad offendere la storia e il valore del Forte aumenta enormemente i disagi per il quartiere e penalizza fortemente i residenti. La mobilitazione dei cittadini, comunque, non si farà attendere. Urge subito una nuova convocazione del Consiglio del Municipio sul posto per ribadire che Forte Bravetta deve diventare un luogo della memoria, pubblico aperto al quartiere e alla città."

La costruzione del Forte Bravetta iniziò nel 1877 e terminò nel 1883 occupa un’area di 10,6 ettari subito a ridosso della Valle dei Casali. In questo presidio furono fucilati 115 cittadini nel periodo che va dal 1932 al 1945, di cui 77 caduti della Resistenza romana, tra i quali Pietro Benedetti, don Giuseppe Morosini, Fabrizio Vassalli ed Enzo Malatesta, quest’ultimo giornalista e caporedattore del Giornale d’Italia.


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