Giardino di piazza Galgano al Lamaro. È arrivata la targa

Dopo dieci anni finalmente una targa che indica a chi è intitolato lo spazio verde: Yaguine e Fodè. Due adolescenti guineani morti assiderati per raggiungere l’Europa
Aldo Pirone - 24 Ottobre 2017

Oggi 24 ottobre 2017 verso le 13 ho incrociato per puro caso due operai del Comune che stavano collocando una targa in marmo nel giardino di Piazza Galgano al Lamaro-Cinecittà. La targa indica a chi, da molti anni, è intitolato quello spazio verde di cui il nostro giornale si è occupato più volte: Yaguine Koita e Fodè Tounkara di 14 e 15 anni.

Due ragazzi guineani trovati morti assiderati in un carrello di aereo atterrato all’aeroporto di Bruxelles il 28 luglio del 1999. Tentavano clandestinamente di raggiungere l’Europa per cercare una vita migliore. Nelle tasche dei loro poveri vestiti che non li avevano riparati da una morte atroce fu trovato un biglietto diretto alle “Loro Eccellenze signori membri e responsabili dell’Europa”. Un messaggio toccante. Abbiamo l’onorevole piacere e la grande fiducia di scrivervi questa lettera per parlarvi dello scopo del nostro viaggio e della sofferenza di noi bambini e giovani dell’Africa. Ma prima di tutto, vi presentiamo i nostri saluti più squisiti, adorabili e rispettosi. A tale fine, siate il nostro sostegno e il nostro aiuto, siatelo per noi in Africa, voi ai quali bisogna chiedere soccorso: ve ne supplichiamo per l’amore del vostro bel continente, per il vostro sentimento verso i vostri popoli, le vostre famiglie e soprattutto per l’amore per i vostri figli che voi amate come la vita. Inoltre per l’amore e la timidezza del nostro creatore ‘Dio’ onnipotente che vi ha dato tutte le buone esperienze, la ricchezza e il potere per costruire e organizzare bene il vostro continente e farlo diventare il più bello e ammirevole tra gli altri. Signori membri e responsabili dell’Europa, è alla vostra solidarietà e alla vostra gentilezza che noi gridiamo aiuto in Africa. Aiutateci, soffriamo enormemente in Africa, aiutateci, abbiamo dei problemi e i bambini non hanno diritti. Al livello dei problemi, abbiamo: la guerra, la malattia, il cibo, eccetera. Quanto ai diritti dei bambini, in Africa, e soprattutto in Guinea, abbiamo molte scuole ma una grande mancanza di istruzione e d’insegnamento, salvo nelle scuole private dove si può avere una buona istruzione e un buon insegnamento, ma ci vogliono molti soldi, e i nostri genitori sono poveri, in media ci danno da mangiare. E poi non abbiamo scuole di sport come il calcio, il basket, il tennis, eccetera. Dunque in questo caso noi africani, e soprattutto noi bambini e giovani africani, vi chiediamo di fare una grande organizzazione utile per l’Africa perché progredisca. Dunque se vedete che ci sacrifichiamo e rischiamo la vita, è perché soffriamo troppo in Africa e abbiamo bisogno di voi per lottare contro la povertà e mettere fine alla guerra in Africa. Ciò nonostante noi vogliamo studiare, e noi vi chiediamo di aiutarci a studiare per essere come voi in Africa. Infine: vi supplichiamo di scusarci moltissimo di avere osato scrivervi questa lettera in quanto voi siete degli adulti a cui noi dobbiamo molto rispetto. E non dimenticate che è con voi che noi dobbiamo lamentare la debolezza della nostra forza in Africa. Scritto da due bambini guineani. Yaguine Koïta e Fodé Tounkara”.

Dieci anni fa, l’allora Comitato di quartiere del Lamaro-Piazza Cavalieri del lavoro, presieduto da Teresa Vergali oggi novantenne, staffetta e combattente partigiana, richiese l’intitolazione del giardino ai due ragazzi africani. Poi ci si è accorti, casualmente, dallo stradario comunale, che essa era stata deliberata. Mancava la targa. Oggi è arrivata, silenziosa, senza cerimonie, con me spettatore casuale che ho seguito in silenzio, quasi con raccoglimento, il paziente e certosino lavoro degli operai comunali. E’ arrivata senza un’iniziativa che ricordasse chi erano quei due adolescenti guineani e perché ad essi si è voluto intitolare un giardino autogestito dai volontari dei palazzi circostanti, diventato un centro di intensa vita sociale.

Speriamo che l’Amministrazione comunale e municipale provvedano, quanto prima, a celebrarla con i ragazzi delle scuole del quartiere e con la comunità africana in modo adeguato. E speriamo che anche le forze democratiche del territorio se ne occupino in qualche modo.

Yaguine e Fodé ne sarebbero contenti.

Nostri precedenti articoli il 21 febbraio 2007 e il 19 giugno 2017.

Aldo Pirone


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