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Giro di vite del Comune di Roma contro le buche. Ma i controlli saranno severi?

Le ditte dovranno ripristinare il manto stradale a regola d’arte perché "nove buche su dieci a Roma sono dovute a scavi ricoperti male"

Giro di vite del Comune di Roma contro le ditte che eseguono lavori sulla strada o nel sottosuolo: non basterà più ricoprire sommariamente il buco lasciato nell’asfalto, ma si dovrà ripristinare il manto stradale a regola d’arte. Lo prevede un’ordinanza del 22 febbraio del sindaco Alemanno, che l’ha firmata nella veste di Commissario delegato all’Emergenza traffico. Il provvedimento è stato voluto a seguito della constatazione che nove buche su dieci a Roma sono dovute a scavi ricoperti male.

L’ordinanza ha decorrenza immediata ed entra nel dettaglio della modalità di ripristino dell’asfalto, a seconda del tipo di pavimentazione e della larghezza della sede stradale, ma anche rispetto al tipo di scavo e alla sua posizione sulla strada.

L’ordinanza si rivolge direttamente alle ditte del territorio comunale che effettuano lavori sulle o sotto le strade: Italgas, Trambus, Atac, Acea Distribuzione, Acea Ato2, Wind, Fastweb, Telecom, Rai Way, Eutelia, Colt Telecom, Retelit, Infracom Italia, Interoute, B.T Italia, Alpikom.
Non saranno invece toccati dalla nuova normativa quegli scavi effettuati con tecnologie a basso impatto ambientale.

L’ordinanza prevede anche delle multe: da 450 a 500 euro per ogni tratto riparato non a regola d’arte. Nei casi più gravi, le ditte colpevoli della trasgressione rischieranno anche la revoca della licenza di eseguire gli scavi.

Sarà compito dei tecnici comunali dei Dipartimenti lavori pubblici e Sviluppo-infrastrutture-manutenzione urbana vigilare sul rispetto dell’ordinanza.
Ma è proprio questo il punto dolente, perché norme simili esistevano già, mentre la vera "buca" del sistema è proprio il controllo, per il quale occorrono fondi stanziati appositamente e senza di esso nessuna ditta sarà multuta e le strade continueranno ad essere rattoppate come accade ora.

Commenti

  1. cittadino  

    Scusate, ma in quale città vive chi ha detto che 9 buche su 10 sono dovute a lavori fatti male? Le ditte in questione (di cui molte MUNICIPALIZZATE) hanno sì responsabilità, ma non è assolutamente plausibile. Vorrebbe dire che nove strade su 10 sono percorse da questi lavori... statisticamente impossibile. Pensiamo invece che le strade di Roma sono percorse giornalmente - più che in altre città - da mezzi pesanti che sollecitano il manto stradale più che altrove. allora, delle due l'una: o si riduce questo tipo di traffico o si cambia il livello di fondo stradale lavorando sui massetti (ciò che è SOTTO l'asfalto) in modo da rendere le strade più resistenti. Invece oggi stiamo assistendo (forse perchè fra poco c'è una tornata elettorale?) all'approccio opposto: lavori veloci, approssimati e che durano poche settimane, restituendo le stesse buche che credevamo scomparse. Non è una scelta proprio intelligente. Farai il doppio dei lavori in metà tempo a costo più basso (forse) sul breve periodo, ma nel lungo periodo si assisterà ad un aumento di spesa notevole (dovendo rifare dopo sei mesi la stessa strada...) o al ripristino del disservizio iniziale.

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