Gli interessanti luoghi lungo via della Pisana

La strada attraversa quartieri residenziali, la 'Città dei Ragazzi, la Tenuta dei Massimi, per arrivare al civico 1301 al complesso progettato dall'architetto Lapadula, attuale sede del Consiglio Regionale
di Makaa Jade - 12 Luglio 2016

La Pisana è una borgata che si estende per circa 16 ettari e mezzo, ed è attraversata dall’omonima via, lunga circa dieci chilometri, e posta ad una altitudine media di 5 metri e mezzo sul livello del mare. Essa percorre diverse aree di interesse storico e ambientalistico, per la presenza, infatti, di un parco, di una “città” e di un imponente complesso edilizio.

Via della Pisana è per buona parte una strada urbana, densa di palazzine che compongono i quartieri della Pisana e della Magliana, mentre per il resto attraversa l’aperta campagna della Tenuta dei Massimi, successivamente, la Città dei ragazzi, la cui struttura è organizzata veramente come una città per ospitare una comunità di persone problematiche; ed infine, al civico 1301 sorge la monumentale opera architettonica di Attilio Lapadula, la cui fama è legata soprattutto, negli anni ’60, alla ruota dello stabilimento balneare di Ostia: il Kursaal. L’architetto in questa zona, ha realizzato il Centro Studi “Scalambrinianum”, nel 1967, odierna sede della Regione Lazio.

In relazione alla Tenuta dei Massimi, essa apparteneva alla più estesa area della Tenuta della Pisana che si riscontra spesso nei documenti del Catasto Alessandrino, dal 1660. Inoltre, nella Tenuta dei Massimi esiste una Torretta Massimi, edificio ritenuto del XII secolo, sorto su ruderi romani, probabilmente con funzioni di torre d’avvistamento, e che compare nel Catasto alessandrino di proprietà della famiglia Bravi dei Massimi.

CatastoAlessandrino

La Torretta, nei secoli, era appartenuta ad altri proprietari come i Canonici di Sant’Agnese in Agone, i Marchesianis, i Massimi ed infine, i Lancellotti che la detengono ancora oggi, trasformata in residence di lusso. La vasta Tenuta della Pisana, secondo il Catasto alessandrino, era appartenuta a Camillo Pamphili, figlio della più famosa Olimpia Maidalchini, il quale possedeva anche le terre limitrofe della Bottacchia, del Castel Malnome, della tenuta di S. Cecilia, del Maschietto e delle Pantanelle. Nel 1795 il podere del Maschietto e della Tenuta della Pisana erano passati al principe Santacroce, mentre la tenuta di Brava e della Muratella appartenevano alle famiglie, imparentate tra loro, Orsini e Mattei. Ecco che la Tenuta della Pisana si è quindi smembrata in vari lotti di terra che oggi hanno dato origine ai nome di Casetta Mattei, Bravetta, Muratella, Castel Malnome, etc. e così la Tenuta dei Massimi, la cui testimonianza è ancora oggi comprovata dall’esistenza della Torretta dei Massimi, è invece, divenuta area protetta di competenza regionale.

La struttura della “Città dei ragazzi”, due chilometri dopo l’uscita 32 del raccordo, ricorda il film “Boys Town” diretto da Norman Taurog, nel 1938, basato sulla storia vera di Padre Edward Flanagan (1886-1948) a cui il Comune di Roma intestava nel 1984, una piazza, nel quartiere Trionfale, in virtù della presenza della “Città delle Ragazze”, fondata nel 1957 dal suo seguace, padre Carroll Abbing. Padre Flanagan istituì, nel 1917, l’omonimo centro di accoglienza, nella città di Omaha, nel Nebraska, rivolto agli orfani e ai giovani abbandonati e in gravi difficoltà che vivevano in America.

In seguito, padre Carroll Abbing, che, durante la seconda guerra mondiale, aveva allestito un provvisorio dispaccio di beni alimentari, medicine e vestiario per i giovani orfani, in uno scantinato della Stazione Termini, nel 1945 fondava insieme a don Antonio Rivolta, la Repubblica dei Ragazzi a Civitavecchia e successivamente,  nel 1953 acquistava il terreno sulla via Pisana, per realizzare la Città dei ragazzi, in cui visse fino alla morte. Entrambe le strutture sono organizzate secondo i medesimi principi di “autogoverno” come si conviene ad una comunità sociale, dotata perfino di una unità monetaria particolare.

ParcoDellaPaceIl complesso edilizio, che si incontra in via della Pisana al civico 1301, è situato all’interno di un parco pubblico che dal 1995 porta il nome dello statista israeliano Yitzhak Rabin (ucciso in quell’anno) e impreziosito dalla presenza di un ulivo donato dal Fondo Nazionale Ebraico, in segno di pace. La struttura architettonica è costituita da sei palazzine, realizzate dall’architetto Attilio Lapadula tra il 1967 e il 1969, per ospitare la Pia Società dei Missionari di San Carlo Borromeo degli Scalabriniani. La comunità religiosa nasce per interesse della famiglia Scalabriniani, il cui capostipite fu il beato Giovanni Battista Scalabriniani che fondò a Piacenza, alla fine dell’800, l’omonima congregazione, maschile e in seguito anche quella femminile, per seguire letteralmente il motto cristiano “Ero straniero e voi mi avete accolto”. Essa ancora oggi agisce nell’ambito dell’accoglienza dei migranti, in tutto il mondo.

Attualmente la proprietà è della Regione Lazio, che l’ha acquisita nel 1973. Nelle sei palazzine collegate fra loro sono ospitati: l’Ufficio di Presidenza, le Commissioni, le sedi dei gruppi politici, l’Aula consiliare e la Sala Mechelli per convegni ed eventi.


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