Guasto ai treni, un chiodo spezza in due l’Italia: così è andata in tilt Roma Termini

L’errore di un addetto alla manutenzione blocca la centralina di Roma

Un semplice chiodo piantato male durante un normale intervento di manutenzione ha mandato in tilt l’intera rete ferroviaria italiana, scatenando il caos nella giornata di mercoledì 2 ottobre. Un errore umano che ha avuto conseguenze devastanti: cancellazioni e ritardi a catena hanno colpito treni regionali, Intercity e anche l’Alta Velocità, paralizzando le stazioni di Roma Termini e Roma Tiburtina.

Migliaia di pendolari si sono trovati senza alternative valide per raggiungere scuole e posti di lavoro, intrappolati in un vortice di disservizi che ha messo in evidenza la fragilità delle infrastrutture ferroviarie.

Gianpiero Strisciuglio, Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), ha commentato l’accaduto con fermezza, dichiarando che “certe cose non possono accadere”. Anche il Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, è intervenuto duramente, chiedendo di esaminare i dati della ditta privata che stava eseguendo i lavori, con l’intenzione di avviare una richiesta di risarcimento danni.

Tuttavia, questo incidente non è un caso isolato. Sebbene l’episodio del chiodo sia raro e forse irripetibile, i guasti e le interruzioni nel servizio ferroviario sono diventati una routine nelle ultime settimane, soprattutto per i pendolari della Capitale e del Lazio.

Giovedì 3 ottobre, un altro guasto sulla linea FL8 Roma-Nettuno ha causato ritardi di un’ora e mezza, mentre i problemi si susseguono quotidianamente sulle tratte regionali e dell’Alta Velocità.

L’estate è stata particolarmente critica: dal 21 giugno in poi, le linee ferroviarie hanno mostrato fragilità preoccupanti, con guasti tecnici che hanno paralizzato l’intera rete. Il 21 giugno, un guasto tra Settebagni e Capena ha provocato ritardi di 90 minuti sulla linea AV Roma-Firenze.

Il 24 giugno, un problema a un Frecciarossa ha causato disagi simili, bloccando i treni per oltre due ore. E ancora, il 30 giugno, la rete elettrica della stazione di Roma Termini ha ceduto, lasciando treni senza alimentazione per ore e costringendo i passeggeri a subire ritardi di oltre 60 minuti.

I disagi non si sono fermati nemmeno a luglio. Un altro guasto tra Settebagni e Capena ha diviso in due l’Italia, con treni provenienti dal Sud che hanno accumulato ritardi fino a tre ore.

Per i pendolari delle linee regionali, l’odissea è continuata senza sosta. L’11 luglio, le linee FL4 e FL6 (Castelli Line e Roma-Cassino-Caserta) sono state bloccate per sei ore, cancellando numerose corse e gettando i passeggeri nel caos.

L’apice del disastro si è raggiunto il 21 luglio, quando un guasto ha rallentato nuovamente la linea AV, con ritardi di 80 minuti per numerosi treni. A fine luglio, un guasto tra Labico e Anagni ha causato disagi di oltre 70 minuti sulle linee Roma-Firenze-Napoli.

Ad agosto, le cose sono migliorate solo grazie alle chiusure programmate per i lavori di potenziamento, ma anche qui ci sono stati problemi legati a incendi e, il 26 agosto, un nuovo guasto ha bloccato la circolazione tra Gallese e Capena.

Settembre è stato un altro mese nero per i pendolari. Il 10 settembre, un guasto ha bloccato la Roma-Viterbo, mentre il giorno successivo la linea tra Termini e Prenestina è andata in tilt già dalle prime ore del mattino. Il 13 settembre, un deragliamento a Milano ha avuto ripercussioni anche sulla rete romana, con gravi ritardi sulla Roma-Nettuno.

Dopo l’incidente del 2 ottobre, i pendolari si sono lamentati per la mancanza di navette sostitutive e per le scarse informazioni fornite in stazione.

Situazioni simili si erano già verificate il 1° e 2 luglio, quando una fuga di gas vicino alla stazione di Ottavia aveva bloccato la linea FL3 Roma-Viterbo per 17 ore, senza alcuna forma di supporto per i viaggiatori.

A peggiorare ulteriormente la situazione, ci sono stati altri eventi eccezionali, come la frana che aveva bloccato la linea FL8 Roma-Nettuno e la chiusura prolungata della stazione di Vigna Clara per una perdita d’acqua.

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