

La sicurezza dovrebbe essere pretesa e mantenuta da tutti
Ci hanno dato dei razzisti, degli ignoranti della cultura, degli xenofobi, abbiamo sopportato tutto ciò da chi, fino ad ora, ha fatto finta di non vedere.
Quando An denunciò i vari fatti accaduti nel nostro Municipio, quando indignata, io personalmente, chiesi in Consiglio di far murare tutti i casali abbandonati nel nostro territorio, mi venne risposto che episodi di violenza non accadono solo nel nostro Municipio ma anche ai Parioli; come se questa fosse una giustificazione agli episodi di crudeltà che ormai sono all’ordine del giorno in tutti i nostri quartieri.
Chiedo al Sindaco Veltroni e al Presidente Mastrantonio: “ma voi avete figli, mogli, sorelle per i quali dovreste avere paura”? Io si. Inizio ad avere paura veramente per i miei figli, per i miei nipoti, per i miei cari e per i miei amici e non me ne vergogno. Sono semplicemente un essere umano come tanti cittadini della nostra bella città che non possono più neanche uscire di casa tranquilli per vederla, per andare a lavorare, per viverla. Si chiude la stalla sempre troppo tardi dopo che sono scappati i buoi…Ma si chiuderà veramente questa stalla? Sono certa che coloro che, come me, ogni giorno lavorano come piccole forze politiche nel nostro Municipio sono preoccupati indipendentemente dal loro pensiero politico… perché allora non farsi sentire prima dai propri referenti in Parlamento? Perché continuare a sopportare tutta questa brutalità solo perché un Consigliere municipale conta poco rispetto a chi ci governa?
Scusate ma non ci sto; la sicurezza dovrebbe essere pretesa e mantenuta da tutti. Lo meritano coloro che ci hanno votato; lo meritano i nostri figli; lo meritano le persone oneste che tutti i giorni vanno a lavorare per mantenere una famiglia con dignità rischiando ogni volta di non rientrare in casa.
Tutto il buonismo della sinistra per favorire l’integrazione non è servito a nulla se non a far sentire abbandonati coloro che nella nostra terra hanno radici dei propri nonni, padri e che cercano di educare i propri figli all’onestà e al rispetto per il prossimo. Si è tentato di fare tutto per favorire l’integrazione; pochi giorni fa l’assessore Coscia ci provò addirittura immettendo menù etnici nelle scuole. Questo che stiamo vivendo è il ringraziamento di tanto buonismo.
Non me la prendo con un popolo piuttosto che con un altro poiché i miei genitori mi hanno insegnato che il buono e il cattivo non hanno una nazionalità specifica.
Me la prendo con il sistema che invece di applicare leggi esistenti concede tutte le attenuanti possibili ai malavitosi; me la prendo con chi, invece di far scontare le pene, decide di svuotare le carceri con l’indulto liberando una molteplicità di delinquenti; me la prendo con chi non si rende conto, per lo meno spero, che si sta dando inizio ad una guerra che vedrà nel tempo solo il sangue di vittime innocenti che hanno avuto la sfortuna di capitare nelle mani di qualcuno che non può essere definito essere umano, che non merita giustificazioni o scusanti perché non ha rispetto per la vita che ci è stata donata da qualcuno più in alto di noi.
Ora si decide di mandare a casa coloro che delinquono? Occorreva aspettare che venisse uccisa un’altra donna innocente? Occorreva aspettare che un ragazzo di soli 18 anni venisse violentato e massacrato di botte da due egiziani? Occorreva attendere la violenza sulle tante coppie di fidanzatini a Tor Vergata, al Pincio ecc.?
Non si tratta di odio verso i romeni, non si tratta di razzismo verso nessuno; si tratta di giustizia ma prima ancora di evitare di far entrare in Italia gente violenta ed indesiderabile. Forse, dopo tutto questo sangue, si è ancora in tempo per evitare che qualcuno si sporchi dello stesso crimine per vendetta o per rabbia abbassandosi allo stesso livello. Forse basterebbe applicare leggi che ci sono già (ricordo che in alcuni paesi si viene condannati solo se si cerca di portare a casa per ricordo una semplice conchiglia) allora tanti popoli smetterebbero di vedere l’Italia come il paese della cuccagna e invece di far parlare della nostra terra come il ritrovo della delinquenza mondiale si tornerebbe a ricordarne la storia e la bellezza del patrimonio artistico che da sempre ci distinguono nel mondo.
Lorena Vinzi, Capogruppo Alleanza Nazionale
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