Categorie: Lavoro

Immigrati Imprenditori in Italia

Nel Lazio 17.321 imprese hanno a capo un immigrato, 3249 sono 'rumene'

Weldu del ristorante Massawa. Foto di Federico Ridolfi

Roma: quando l’immigrazione produceL’imprenditoria è una vocazione che non ha nazionalità: è quanto emerso dal dossier “Immigrati Imprenditori in Italia” presentato il 24 febbraio a Roma.
Nel Lazio sono 17.321 le imprese con a capo un immigrato, di più sono solo in Lombardia. E la capitale si configura come l’epicentro dell’imprenditoria straniera: ben il 90% delle imprese laziali è concentrato qui, e una parte, seppur piccola, è in mano alle donne.

Non tutti gli immigrati, però, hanno la vocazione imprenditoriale. Le imprese in mano a stranieri, infatti, sono riconducibili a cittadini provenienti da un ristretto numero di Paesi, che detengono più della metà del totale. Il popolo più “produttivo” è quello della Romania con 3.249 imprese, segue il Bangladesh con 2.204 e la Cina (1.635).
Un po’ cicala e un po’ formica sono gli africani: Marocco, Egitto e Nigeria danno un modesto contributo all’economia capitolina.

Ognuno, poi, ha un settore prediletto: più dediti al commercio (sia al dettaglio che all’ingrosso) sono i marocchini, i cinesi e i bangladesi. Puntano, invece, sulle costruzioni gli europei dell’est: romeni, polacchi, moldavi e albanesi prediligono le lavorazioni edili sia per il modesto know how tecnologico richiesto, sia per la possibilità di acquisire lavori in subappalto dalle grandi ditte.

Più creativi (o meno furbi?) sono gli immigrati originari del Senegal, Serbia e Montenegro, legati ad attività manifatturiere, decisamente meno redditizie.

Il popolo più empatico sembra essere quello egiziano, impegnato in prima persona in attività di sensibilizzazione.

Ovviamente è il centro storico ad attirare la maggior parte delle aziende di immigrati (oltre gli ambulanti): in pratica su sette imprese straniere registrate nella capitale almeno una opera nel I municipio. Appetibile risulta anche l’VIII municipio, per due motivi: è a ridosso del Grande Raccordo Anulare e permette l’affitto di capannoni a prezzi modici. Un quinto degli imprenditori romeni è insediato qui. Il XIII municipio, infine, vede soprattutto iniziative egiziane per la produzione di beni.

Da Libero del 25 febbraio

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