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L’ultimo saluto a Giorgio Castelli giovane calciatore del Real Tor Sapienza

Nella chiesa di Santa Barnaba a Torpignattara

Giorgio Castelli, 16 anni, non potrà più scendere in campo con la maglia gialla e verde della squadra di calcio Real Tor Sapienza. Stroncato da un infarto venerdi scorso, durante il riscaldamento prima della partita. Morire a quell’età tra le braccia del fratello gemello su un campo di periferia, il luogo scelto da questo giovane calciatore per gioire e magari sognare. Non è giusto. E’ umanamente inaccettabile che una vita così esuberante non abbia potuto “dribblare” una morte così improvvisa.

Non se ne danno pace i suoi familiari (ad essi vanno le nostre più sincere condoglianze), i suoi amici, il presidente della sua squadra, tutti noi. Atroce destino. Proprio nei giorni in cui i tifosi della sua squadra del cuore, la Roma, festeggiano il primato assoluto delle undici vittorie consecutive in campionato. Perrotta, il suo giocatore romanista preferito, l’ha voluto ricordare prima della partita a tutti i tifosi, deponendo un mazzo di fiori sotto la curva Sud, la curva da dove avrebbe potuto assistere personalmente al successo giallorosso del derby di domenica sera.

Il quartiere e la via dove viveva, in via Francesco Paciotti a Tor Pignattara, gli ha tributato l’ultimo saluto, martedi 28 febbraio, nella chiesa di Santa Barnaba.
Mezz’ora prima della funzione religiosa la chiesa è già folta di gente. Altre aspettano fuori la bara, che arriva alle ore 11,25 coperta col drappo giallo verde dei colori sociali della società calcistica.

Il cielo terso e assolato sembra accoglierlo per l’ultima volta col suo tepore.
Tutta la comunità di Tor Pignattara-Casilino e il sindaco di Roma, Veltroni, in rappresentanza dell’intera città, abbracciano idealmente il giovane corpo inanimato. La società di calcio Roma gli rende omaggio con la presenza di Tempestilli.

Tanti giovani sono presenti ai funerali. Ci sono gli studenti della 3° liceo scientifico “Newton” di viale Manzoni, la classe che frequentava Giorgio, con lo zaino di scuola sulle spalle. Si vede tra la folla tutta la squadra di calcio con i dirigenti del Real Tor Sapienza in tuta di rappresentanza che sembrano sperduti nel vuoto. E molti altri amici e conoscenti del ragazzo e della famiglia. Tutti con gli occhi lucidi e sbarrati per l’incredulità.

Ora la parola è alla magistratura che dovrà appurare le eventuali responsabilità.
Per ora, Roma piange un suo figlio che lascia la maglia di gioco gialla numero 6 deposta sulla bara ben spiegata dalle mani pietose dei suoi amici.

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