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Quella casa con vista sull’Ama

In via Casal Boccone secondo l'Accordo di Programma Parco Talenti. Beffati i cittadini che chiedevano lo spostamento del Centro funzionale

Non c’è da stupirsi che la realizzazione di un Centro funzionale Ama in IV Municipio, in un’area di via Casal Boccone, sia il frutto di un “pasticcio all’italiana”, di cui, come al solito, nessuno vuole assumersene le responsabilità.

Un pasticcio che si sarebbe potuto evitare se, ai tempi dell’approvazione del progetto, fossero state fatte delle rilevazioni orografiche adeguate.

Il centro rientra tra le opere a scomputo sugli oneri concessori che la rinomata impresa Mezzaroma deve realizzare per conto del Comune di Roma, nell’ ambito di un più generale Accordo di Programma denominato "Parco Talenti" sottoscritto tra Fineuropa S.p.A. (oggi ImpreME – impresa Mezzaroma) e Comune di Roma.

La nuova struttura dell’AMA, oltretutto ulteriore rispetto a quella già operante per il municipio nella zona di via Salaria, dovrà ospitare uffici gestionali, magazzini, officine e deposito di mezzi adibiti alla pulizia e alla manutenzione.

Tante le motivazioni che hanno suscitato rabbia e sconcerto tra i residenti: l’inadeguatezza dell’area che appare assolutamente priva di qualunque requisito logico per la vicinanza con un complesso residenziale, con una casa privata e, soprattutto, con una casa di riposo per anziani; la particolare conformazione non pianeggiante dell’area; la stranezza della realizzazione di un tale centro in una zona ad alto pregio naturalistico (l’area di Parco Talenti nonché l’adiacente fosso della Cesarina ricadono in zona tutelata e nell’ambito dell’adiacente Parco Talenti, in cui vi sono diverse zone a vincolo archeologico). Senza considerare l’impatto acustico che questo tipo di attività comporterebbe agli edifici circostanti, anche e, soprattutto, in considerazione dei lunghi orari di funzionamento. Inoltre, viste le carenze di strutture scolastiche, sarebbe stato auspicabile l’utilizzo delle opere a scomputo per altre destinazioni d’uso (ad. es. asili).

Da subito, tutti i residenti si sono chiesti quali fossero state le valutazioni che hanno portato a scegliere quella specifica area, considerando che, nell’ambito della convenzione in essere tra Comune di Roma e ImpreME, vi sono circa 70 ettari di aree pressoché pianeggianti e lontane da qualunque edificio.
Dai primi di febbraio sono stati avviati  incontri e sopralluoghi tra rappresentanti del neonato comitato NO AMA Casal Boccone 100 e diversi esponenti del Municipio, sia di opposizione che di maggioranza (Bonelli, Gazzellone, Marchionne, Dionisi, Ricozzi).

Dopo lunghi e accesi dibattiti con diversi esponenti politici, dopo quasi un mese dai primi incontri, il Consiglio del IV Municipio, in data 27.02.2007, ha votato all’unanimità una Risoluzione in cui proponeva al Comune la sospensione dei lavori e la ricollocazione del centro in un’area più idonea.
Sono seguiti ulteriori incontri per valutare le possibili soluzioni. In particolare il giorno 02.03.2007 si è tenuta una specifica riunione presso il Dipartimento IX del Comune di Roma, alla presenza dei responsabili tecnici del Comune e collaboratori dell’Assessore ai Lavori Pubblici (ing. Paradisi, Dott.ssa Paone), responsabili dell’AMA e della ImpreME (Ing. Braguglia), durante la quale è stata confermata la volontà di tutti i soggetti interessati a risolvere la situazione.

Al fine di poter arrivare rapidamente al fermo lavori e all’apertura di un tavolo tecnico, il Consiglio Comunale, in data 12.03.2007 ha votato all’unanimità una mozione per la sospensione dei lavori di realizzazione del centro AMA e la proposta per la sua rilocalizzazione in altra area.

L’illusione dei residenti è però durata ben poco perché la vicenda si è rivelata lunga e misteriosa, con una replica scritta del presidente dell’AMA (Hermanin) secondo cui "i cittadini del complesso residenziale non avrebbero dovuto temere nulla, e che la realizzazione di questo centro è stata concepita per servirli meglio e, che l’impatto ambientale, sarebbe andato a loro vantaggio".

Dopo diverse pressioni, tre rappresentanti del Comitato NO AMA Casal Boccone 100,  invitati in assessorato per una riunione, il giorno 24.03.2007, tra stupore e rabbia, hanno appreso che: i dipartimenti contattati fino ad allora non erano quelli di competenza e che nessuno dell’Assessorato aveva mai parlato, in precedenza, di spostare e rilocalizzare il centro AMA. Tuttavia, si sarebbe provveduto ad adottare delle modifiche, anche perché nel caso in cui si fosse trovata un’area alternativa i tempi burocratici sarebbero stati comunque lunghi con conseguente spreco di denaro pubblico per la demolizione. E cosa ancora più sconvolgente è apparsa l’affermazione dell’incapacità di un Consiglio comunale di agire sulla vicenda in quanto semplice organo di indirizzo e quindi limitato nelle sue capacità.

I residenti a questo punto si chiedono perché fin dalla prima riunione, benchè informalmente, tutti abbiano ammesso che è stato fatto un evidente errore nell’approvare un progetto del genere, nessuno ha mai avuto il coraggio e la forza di cambiare decisioni prese in passato? Un quesito irrisolto e lasciato senza risposta.
La cosa aberrante è che La ImpreME ha, magnanimamente, accettato la richiesta dell’Assessorato di fermo per 30 giorni; scaduti i tempi verrà riavviato il cantiere così da permettere ad ImpreMe di portare a termine i lavori nel più breve tempo possibile. Dunque, anche la beffa per i residenti, i quali, dovranno ringraziare per il fermo temporaneo la ImpreME che, incassati i soldi della vendita dei loro appartamenti, concretizzerà le opere a scomputo degli oneri concessori per altre realizzazioni nella zona; il che tradotto vuol dire che i cittadini hanno pagato la ImpreME per vedersi realizzato sotto casa il centro AMA.

I trenta giorni di fermo passeranno presto con la certezza che nessuno farà mai nulla.

In compenso, come dichiarato dal Presidente dell’AMA, chi resisterà alla tentazione di scappare, avrà una magnifica casa con affaccio sul centro AMA, emblema dell’ennesimo pasticcio all’italiana!

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